Evangelizzare non è un privilegio

Evangelizzare non è un privilegio

di Giuliva Di Berardino

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO DA UNA TEOLOGA LITURGISTA

Sabato 6 Aprile 2024

Mc 16, 9-15

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero. Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro. Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Il vangelo di oggi inizia affermando che Gesù apparve per prima a Maria Maddalena, ed è lei che va ad annunciare la Risurrezione agli altri discepoli. Questa è un’affermazione forse per noi abituale, ma al tempo di Gesù aveva qualcosa di sconvolgente. Come per venire al mondo Dio volle dipendere dal seno di una ragazza chiamata Maria, così per comunicare la fede nella vita nuova della Risurrezione, volle dipendere dall’annuncio di una donna liberata da sette demoni, anche lei chiamata Maria. L’elezione di Dio per queste donne dovrebbe farci cogliere già la novità del Vangelo e della vita nuova che il Signore è venuto a portarci con la sua Risurrezione, perché, all’epoca di Gesù, le donne non contavano nulla ed è proprio questo particolare scandaloso per quei tempi che ci manifesta ancora di più la follia dell’amore di Dio che, per mezzo di Gesù, come dice San Paolo, “sceglie ciò che nel mondo è nulla, per ridurre al nulla le cose che sono“.

E’ normale, dunque, che i discepoli non credettero a Maria di Magdala, ma, del resto,  il vangelo ci dice comunque che non credettero neppure ai due discepoli tornati dalla strada diretta ad Emmaus. Ecco, dunque, che appena Gesù appare loro, li rimprovera per la loro incredulità. Eppure, cosa sconvolgente, li invia ad annunciare il Vangelo a tutte le creature.“Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. Questo invio del Risorto fatto agli undici ci fa riflettere perché Gesù Risorto invia questi uomini, come invia ciascuno di noi, non per qualche merito, come potremmo pensare per esempio per Maria Maddalena, che come discepola fedele è stata vicina a Gesù e a sua madre nel dolore straziante della Passione. Gli Undici non hanno alcun merito in questo senso, eppure anche a loro Gesù rivolge il mandato a predicare il Vangelo.

Evangelizzare non è un privilegio, ma, come scrive San Paolo, un dovere: “guai a me se non evangelizzo”, “se non annuncio il Vangelo” (1 Cor 9,16). Non preoccupiamoci di essere creduti, non stiamo lì a guardare la nostra indegnità, perché Dio ci fa partecipare tutti alla gioia del Vangelo, che si diffonde in questo mondo anche attraverso di noi! Ringraziamo il Signore per averci raggiunti tutti oggi con l’annuncio della sua Pasqua e preghiamo con le parole di un’antifona che la liturgia bizantina canta in onore della Risurrezione di Cristo: “Cristo è risorto dai morti, con la sua morte ha vinto la morte. A chi sta nelle tombe Egli ha donato la vita. Alleluya!”. Buona Pasqua!

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