Le «Scene dalla Bibbia» di Sergio Toppi

Le «Scene dalla Bibbia» di Sergio Toppi

a cura di Angelica La Rosa

I PERSONAGGI E I PASSAGGI PIÙ SIGNIFICATIVI DELLE SACRE SCRITTURE, MAGISTRALMENTE ILLUSTRATI DA SERGIO TOPPI

Quella con «Il Giornalino» è stata per il maestro Sergio Toppi una delle collaborazioni più prolifiche della sua carriera. Oltre trent’anni di storie disegnate e illustrazioni sui temi più vari, dalla Storia alla scienza, dai protagonisti della cultura agli usi e costumi dei popoli della Terra.

Trattandosi di un periodico di stampo cattolico, non è mancata la componente religiosa. Numerosi i passi della Bibbia illustrati dal maestro, in particolare per il supplemento Conoscere, corredati da commentari storici e interviste immaginarie di personaggi biblici.

Questa produzione molto vasta sull’argomento viene ora riproposta nel volume «Scene dalla Bibbia» (Edizioni NPE, 152 pagine, € 22,50), che raccoglie un’accurata selezione di immagini effettuata dallo stesso Sergio Toppi un anno prima della sua scomparsa.

Dalla storia di Adamo ed Eva della Genesi, passando per i numerosi racconti dei personaggi dell’Antico Testamento, fino ai Vangeli e ai racconti degli apostoli nel Nuovo Testamento: il volume in libreria dallo scorso 19 aprile, dà nuova vita ad alcuni dei passaggi più significativi delle Scritture più lette e note al mondo, grazie all’arte di uno dei più grandi autori di fumetto di sempre.

Dalla prefazione di Sergio Toppi

«Il caporedattore del giornale [«Il Giornalino» ndt.], Tommaso Matandrea, un prete, mi propose di illustrare alcuni passi della Bibbia lasciandomi assoluta libertà in materia di scelte grafiche.
Mi davano un testo da illustrare: citazioni della Bibbia, corredate da commentari storici e interviste immaginarie di personaggi biblici. Si trattava di rendere accessibili ai bambini le scene salienti della Bibbia, ricontestualizzandole. Vi era una volontà didattica molto ragionata.
Dovevo quindi trovare l’angolo giusto da cui abbordare graficamente il soggetto, e mi documentavo premurandomi di essere più rigoroso che potevo, da un punto di vista storico, pur restando fedele al testo.
Ho fin dall’inizio tentato di smarcarmi dalla rappresentazione convenzionale delle scene bibliche. Ho cercato, in tutta modestia, di restituire una visione di un Medio Oriente storicamente plausibile. Certo è che confrontarsi con un tema simile, affrontato datanti artisti immensi, era una vera e propria sfida. Ognuno ha dato la propria visione secondo l’epoca in cui viveva. In tal senso, durante il Rinascimento, gli artisti rappresentavano i personaggi della Bibbia vestiti come uomini e donne del sedicesimo secolo.
Ho così scelto di trattare il soggetto a modo mio, con il mio sguardo, e me ne assumo la responsabilità.»

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