Müller: “Biden, Putin e Xi renderanno conto a Dio”

di Angelica La Rosa

IL CARDINALE MÜLLER: «IL CRISTIANESIMO PRIMITIVO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL COMUNISMO»


In una recente intervista con Lothar C. Rilinger, il cardinale Gerhard Müller, prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha approfondito il rapporto tra cristianesimo e comunismo, affrontando le implicazioni teologiche e sociali di entrambi i sistemi ed evidenziandone l’incompatibilità fondamentale.

Müller ha spiegato che “Dio è amore” (1 Gv 4, 8,12) al contrario il comunismo, come presentato negli scritti di Karl Marx e dei suoi seguaci, è essenzialmente ateo. “Il comunismo è fondamentalmente ateismo”, ha detto Müller, aggiungendo che questo si manifesta nella triade “nessun Dio, nessuna grazia, nessun amore”, come descritto da Alexander Solzhenitsyn, un eminente critico del comunismo.

Il cardinale ha sostenuto che la negazione di Dio porta a una visione nichilistica dell’essere umano, dove le persone sono viste come semplici componenti della collettività e non come individui creati a immagine e somiglianza di Dio. Questa prospettiva, secondo Müller, si traduce in atrocità storiche. “Marx non solo nega l’esistenza di Dio come origine di tutta la creazione e meta della ricerca della verità e della felicità di ogni essere umano”. Marx ha detto che “la religione in generale è un’illusione pericolosa e un oppioide autodistruttivo per il popolo”, ha spiegato Müller, sottolineando le conseguenze disastrose di un simile modo di pensare.

Il porporato tedesco ha rifiutato l’idea che il cristianesimo primitivo e il comunismo condividano ideali simili, in particolare per quanto riguarda la proprietà comune. Secondo Müller, la carità cristiana si fonda sul riconoscimento che siamo tutti figli di Dio e che i beni che possediamo sono doni ricevuti da Lui. “Il cristianesimo primitivo è frutto della fede in Cristo crocifisso, Figlio del Padre. Non ha nulla a che fare né nella sostanza né nella pratica con i sistemi politici atei del comunismo”, ha chiarito Müller.

Il cardinale ha criticato anche coloro che tentano di modernizzare la Chiesa scendendo a compromessi con ideologie atee come la teoria del genere neomarxista, definendoli ingenui e traditori della dottrina cristiana sulla dignità umana. “Alcuni rappresentanti della Chiesa, nella loro ingenua azione, non sono capaci di analizzare le basi atee dell’ideologia gender neomarxista”, ha sottolineato.

Il cardinale ha riconosciuto che la Teologia della Liberazione cerca di affrontare la sofferenza dei poveri in America Latina, ma mette in guardia dall’utilizzare metodi marxisti per raggiungere questo obiettivo. Per il Prefetto emerito Dicastero per la Dottrina della Fede ogni tentativo di promuovere la giustizia sociale deve basarsi sui principi dell’antropologia cristiana e della dottrina sociale della Chiesa, non su ideologie atee. “L’originaria Teologia della Liberazione voleva essere una teologia, cioè un discorso su Dio, e non una sociologia politica marxista mascherata da devozione”.

Riguardo al recente conflitto in Ucraina, Müller ha spiegato che è necessario fermare un aggressore ma senza cadere in un “falso” pacifismo che porta solo alla sottomissione. Infine, Müller ha parlato del ruolo della Chiesa e del Papa nella politica globale. Ha affermato che i leader cristiani hanno l’obbligo morale di condannare la guerra e sostenere la pace, esortando i responsabili a riflettere sulla loro responsabilità davanti a Dio. “Il Papa e anche i vescovi hanno l’obbligo morale nell’Europa ancora cristiana di condannare la guerra come mezzo per fare politica e di chiamare i cristiani di tutto il mondo alla preghiera affinché Dio infonda pensieri di pace nei cuori dei responsabili”.

Il cardinale ha concluso sottolineando l’importanza della preghiera e dell’azione morale nel perseguimento della pace e della giustizia nel mondo, ricordando ai leader mondiali che un giorno saranno chiamati a rispondere davanti al tribunale di Dio. “I nostri leader di 70-80 anni a Washington, Mosca e Pechino devono capire che in ogni momento dovranno essere ritenuti responsabili davanti al tribunale di Dio, dove non potranno nascondersi dietro la propaganda dei loro portavoce”, ha detto Müller.

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