Di quando Winston Churchill sconfisse il Nazismo ma consegnò l’Europa agli Americani e ai Sovietici

di Francesco Bellanti

“WE ARE WITH EUROPE, BUT NON OF IT” (NOI SIAMO CON L’EUROPA, MA NON FACCIAMO PARTE DI ESSA)

In questi giorni che precedono le Elezioni Europee, mi è tornato alla mente il giudizio sul Premier conservatore britannico che ho fatto esprimere da Adolf Hitler nel mio libro sul Cancelliere austro-tedesco, DIALOGO CON ADOLF HITLER: Voci dal Nido dell’Aquila – Giorni d’estate a Berchtesgaden, edito da una casa editrice romana nel 2019 e ripubblicato su Amazon nel 2023, libro che è stato recensito su questo giornale da Angelica La Rosa.

(https://www.informazionecattolica.it/2021/02/21/dialogo-con-il-fuhrer-hitler-a-colloquio-con-uno-psichiatra-italiano/)

È noto che a sconfiggere Hitler e Mussolini furono, fuori dall’Europa il democratico Presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt e il dittatore comunista Giuseppe Stalin, mentre in Europa un ruolo decisivo ebbe la destra conservatrice di Charles de Gaulle e di Winston Churchill, che fu in realtà il vero artefice della vittoria contro il Nazismo e il Fascismo. Bene, vediamo chi era questo famoso politico, nonché storico, giornalista e militare inglese. 

In realtà, Winston Churchill era anglo-americano, perché figlio di madre americana e di Sir Winston Leonard Spencer Churchill, e nacque a Woodstock – contea di Oxford – il 30 novembre 1874 (morirà a Londra il 24 gennaio 1965). La storia ufficiale dice che egli è stato un grande politico ed eccellente storico, oltre che, come detto, giornalista e militare. La storia ufficiale dice che fu scrittore e storico di grande spessore, tanto che ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1953. La storia ufficiale dice che egli è stato uno dei più grandi politici del XX secolo e che fu determinante per la vittoria degli Alleati nella Seconda guerra mondiale. La storia ufficiale dice che egli rese ancora più grande il suo Paese e ridiede la libertà all’Europa. Nel mio libro sopra citato, io faccio dire ad Adolf Hitler – che definisce Churchill razzista, grassone, guerrafondaio, alcolizzato, imperialista, massone –  che il Primo Ministro britannico consegnò l’Europa ai Sovietici e agli Americani, che egli prima si servì di Hitler per combattere e distruggere il comunismo, poi, quando si accorse che Hitler voleva un’Europa a guida tedesca, lo scaricò e si alleò con Stalin, non per difendere la Polonia, ma per impedire al Cancelliere tedesco di conquistare l’Europa. 

E infatti non ci pensò due volte a consegnare la Polonia a Stalin dopo la guerra. Egli si oppose a Hitler perché pensava che il Terzo Reich fosse più di un sistema politico, cioè che fosse in realtà un’organizzazione occulta che aveva come obiettivo il dominio prima in Europa e poi nel mondo. Churchill – sostengono gli storici del nazismo magico – conservatore e quasi reazionario, che ammirò pure Mussolini per poi scaricarlo quando non serviva al suo progetto, come fece con Hitler, quando non gli servì più, anticomunista convinto, in realtà poteva essere sensibile all’idea di un Hitler che si volge verso l’URSS per estendere i suoi domini in Oriente e per combattere il comunismo. Però, i soliti storici del nazismo magico ritengono che Churchill probabilmente avesse motivi particolari per ritenere impossibile qualsiasi intesa col Nazismo, che invece l’ala più reazionaria del partito conservatore britannico riteneva possibile. Il Premier inglese avvertiva che il nazismo era qualcosa di più di un sistema politico e aveva obiettivi non negoziabili. E forse aveva punti di riferimento in Inghilterra tra gli eredi della Casa Reale e tanti importanti aristocratici, ammiratori delle società esoteriche diffuse in ceti superiori che Churchill bene conosceva. 

Hitler dice, in questo libro-dialogo, che l’intero Occidente sguazzava nelle società occulte e che il grassone alcolizzato, fumatore incallito di sigari, razzista, guerrafondaio, terrorista di Churchill, era un massone e amico di occultisti, come Roosevelt, che era membro di numerose associazioni segrete, le Aquile, i Phi Beta Kappa, l’Ordine reale di Elan, la società massonica Holland Lodge. Hitler profetizza che Churchill non avrebbe fatto grande il suo Paese ma lo avrebbe declassato a potenza di quarta categoria, emarginata dall’Europa e dal mondo. Una potenza solo folkloristica. Churchill ha consegnato l’Europa agli ebrei americani e ai comunisti per più di mezzo secolo.

Quel grassone razzista alcolizzato guerrafondaio imperialista di Churchill ha anche annientato il suo Paese, ha deciso la fine dell’Impero britannico. Ha di fatto emarginato il suo Paese, dice Hitler, e lo ha reso schiavo degli Americani, e, come hanno fatto sempre i suoi predecessori, anche lui ha cercato sempre di non fare prevalere nessun Paese europeo e di dividere sempre gli europei. 

Dice Hitler che William Pitt il giovane, che è stato il più grande primo ministroinglese di tutti i tempi, grande oratore ed eccezionale politico, rifiutando ogni trattativa con Napoleone, assicurò al suo Paese un ruolo di primo piano nel diciannovesimo secolo, mentre Churchill, rifiutandosi di venire a patti con la Germania, ha commesso gli stessi errori di quei generali che conducono una guerra secondo i princìpi di quella precedente. I tempi erano diversi nel 1940, bisognava fare i conti con la Russia e con gli Stati Uniti. Come Pitt, con grande intelligenza politica, assicurò l’equilibrio del potere mondiale impedendo l’egemonia di un’Europa a guida francese, così Churchill avrebbe dovuto consentire un’Europa a guida tedesca se voleva conservare lo stesso equilibrio di potere. Hitler afferma che Churchill e Roosevelt erano ottusi. Che quando lui attaccò a Est per distruggere il cancro comunista, aveva sperato di riaccendere una scintilla di buon senso nella mente di Churchill e di Roosevelt, che, senza alzare un dito, avrebbero risolto tutti i loro problemi, liquidare in un colpo solo l’ebraismo e il comunismo, disinfestare l’Occidente, perché l’Occidente era sempre stato anticomunista e antisemita.

Churchill, sostiene Hitler, ha catapultato nel mondo moderno i grandi imperi asiatici immersi nel sonno della morte, l’islamismo estremista, gli africani colonizzati, la peste del comunismo, l’isolamento degli Americani. L’Europa ha perso la sua ultima occasione, di fronte alla sempre più potente America e al colosso russo-asiatico, all’Impero del Sol Levante e alla Cina. L’Europa usciva spossata da una guerra mondiale e aveva perduto l’orgoglio della propria supremazia, il suo ruolo dominante, la sua centralità. Stalin non aspettava altro, un’altra guerra fra Europei per mangiarsi un pezzo d’Europa. I gangsters americani, i mongoli russi, gli inglesi, non sono europei. È stata una guerra contro l’Europa. Ah, quell’ubriacone mezzo-americano ebreo di Churchill: non ha compreso che l’equilibrio voluto da Pitt bisognava applicarlo su scala mondiale! Gli inglesi non sono mai stati europei, non hanno mai voluto l’unificazione dell’Europa.

La storia mi darà ragione, dice Hitler. Churchill è stato il castigo di Dio per l’aristocrazia degenerata dell’Inghilterra e anche per l’Europa tutta, visto che questo pagliaccio, sostiene sempre Hitler, ha deciso il destino dell’Impero inglese e dell’Europa. 

Nel 1941 l’Inghilterra poteva uscire onorevolmente dalla guerra e conservare il proprio prestigio nel mondo: aveva resistito nei cieli di Londra e aveva sconfitto gli Italiani in Africa. Ma gli Ebrei hanno convinto Churchill e Roosevelt a continuare. Peccato. Gli americani non avrebbero più rotto le palle all’Europa e la Germania avrebbe unificato il continente europeo. L’Inghilterra si sarebbe dedicata al benessere del suo Impero, la Francia e l’Italia avrebbero rinunciato alle loro sproporzionate aspirazioni alla grandezza e avrebbero lasciato le loro colonie in Africa e nel vicino Oriente. L’Europa sotto la guida del Terzo Reich avrebbe fatto un’audace politica d’amicizia con l’Islam, e avrebbe distrutto il bolscevismo e l’ebraismo. Io, dice Hitler, avrei assicurato alla Germania e all’Europa tutti i vasti spazi a Est. Non ci sarebbero stati né il cancro dello Stato d’Israele, né l’estremismo islamico di oggi. Non ci sarebbero state le guerre coloniali, il colonialismo sarebbe finito prima. E tutti gli Stati a Est sarebbero stati coinvolti subito nel processo di sviluppo agrario e industriale fuori dall’orbita del comunismo. E gli Americani non avrebbero americanizzato l’Europa. 

L’Europa a guida tedesca avrebbe invece civilizzato il mondo con la sua cultura e la sua civiltà spirituale e materiale. Con Churchill gli Inglesi si sono voluti suicidare. E hanno perso il loro Impero. Sono stati gli Inglesi a volere la guerra, a dare coraggio ai Polacchi. Che stupido quel pagliaccio di un grassone! Ha fatto la guerra per gli altri, per i suoi alleati. Noi avremmo aiutato l’Inghilterra a salvare la faccia con una pace negoziata onorevole. Io ho sopravvalutato i miei avversari, questo l’errore più grave. Mentre gli altri non erano capaci di guardare nemmeno davanti casa propria, io dilagavo con la mente sui millenni: io ero un genio, troppo al di sopra delle miserie umane, questa la mia tragedia. 

Ah, questo pazzo del Führer! Naturalmente è stato un bene avere sradicato dalla faccia della terra il Nazismo, terrificante sarebbe stata un’Europa sotto Hitler e piena di campi di sterminio. Certo che molte delle cose che ha detto quel pazzo si sono verificate. Soprattutto l’avere consegnato l’Europa agli Americani e ai Sovietici. Questi ultimi sono stati abbattuti dalla storia, gli altri ancora resistono. Opera di Churchill.

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