Giudice difende legge pro-vita da multinazionale abortista

di Angelica La Rosa

NUOVA SCONFITTA NEI TRIBUNALI DELLA MULTINAZIONALE DELL’ABORTO PLANNED PARENTHOOD


Un giudice federale ha respinto una causa intentata da Planned Parenthood contro una legge della Carolina del Sud che protegge i bambini non ancora nati i cui battiti cardiaci possono già essere rilevati.

Il Fetal Heartbeat and Abortion Protection Act della Carolina del Sud proibisce la maggior parte degli aborti una volta rilevato il battito cardiaco fetale, generalmente a sei settimane di gravidanza, con eccezioni per stupro e incesto fino a 12 settimane ed emergenze mediche, escluse le condizioni mentali della madre o anomalie fetali fatali.

Il magistrato ha precisato che nel suo Paese esiste la separazione dei poteri e non è suo compito andare contro la volontà del potere legislativo. Il giudice Coble ha, infatti spiegato che “il ruolo di questa Corte non è quello di determinare se la legge è buona o cattiva, se la politica dovrebbe essere in un modo o nell’altro, o di determinare il risultato sulla base di opinioni personali. Il ruolo di questa Corte è semplicemente quello di determinare l’intenzione del legislatore nell’emanare la legge in questione e se le azioni del legislatore rientrano nei limiti della costituzione derivata dalla volontà del popolo”. Coble ha dichiarato che la sua corte “non integrerà mai la volontà dell’Assemblea Generale con la propria interpretazione perché sarebbe una violazione diretta della Costituzione e della sacra dottrina della separazione dei poteri”.

Il governatore repubblicano Henry McMaster aveva firmato la legge nel maggio 2023, anticipando una battaglia legale e dichiarando che la sua amministrazione era “pronta a difendere questa legislazione contro qualsiasi sfida. Il diritto alla vita deve essere preservato e faremo tutto il possibile per tutelarlo”.

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