Niente messe, vescovi in rivolta. Paolo Brosio: “Sono 2 mesi che lancio l’allarme, tradita la fede popolare”


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Pubblichiamo il video (seguito dalla trascrizione) inviatoci dal dottor Paolo Brosio attraverso il quale il noto giornalista riflette su quanto sta accadendo in Italia in questi giorni.

In particolare Paolo Brosio si esprime in merito al rinnovato divieto per le messe con il popolo reso noto nella serata del 26 aprile scorso dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (VEDI QUI), e dal Comitato Tecnico Scientifico (VEDI QUI), determinazione che ha scatenato le ire della Conferenza Episcopale Italiana (VEDI QUI), di Sua Eccellenza Monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno (VEDI QUI), e il sollevamento di molti veri cattolici (sia come individui sia come gruppi di fedeli organizzati).

Il video si trova anche sul canale Facebook di Paolo Brosio

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Cari amici, ho sentito proprio poco fa un accorato editoriale di Vincenzo Morgante direttore responsabile di Tv2000, la rete televisiva italiana della Cei, i vescovi italiani: «Vogliamo le messe, non una corsia preferenziale ma un trattamento uguale a tutti gli altri cittadini, stessi diritti per chi professa la Fede Cristiana».

Cari amici, sono due mesi che mi batto in tv da solo con pochissimi aiuti, fra cui Vittorio Sgarbi. Chi prega non è un deficiente, chi prega non è un socialmente pericoloso, come mi hanno detto in Tv persone anche amiche ma quando c’è di mezzo la politica non si ragiona più. Chi prega non è un irresponsabile, chi prega è lo stesso che va sul metrò con la mascherina e i guanti, chi prega va anche al supermercato ed in farmacia, dove si rischia molto di più viste le possibilità oggettive che ci sono nelle chiese, cioè molti più spazi per un distanziamento sicuro ed efficace.

Certo, sono contento che i vescovi si siano svegliati ma, cari amici, così è tardi e ora le mucche sono già uscite dalla stalla. E’ drammaticamente tardi e se non si rientra immediatamente in chiesa, la gente difficilmente tornerà alla Eucarestia con serenità senza essere additata come untore. Due mesi senza messa e confessione così si vede la libertà costituzionale praticamente soppressa. Però ieri, 25 aprile giornata della Festa della Liberazione molte strade strette erano affollate di gente che senza criteri di distanziamento aveva riempito ogni metro libero. 

Io e mia mamma, reclusi in casa in Versilia con la nostra bandiera tricolore al balcone, ci siamo chiesti perché queste disparità di trattamento? E che dire del povero Don Lino Viola di Gallignano di Cremona? Redarguito dal Vescovo diocesano, anziché essere difeso a spada tratta.  Robe da matti….! Eppure Don Lino celebrava una messa con tredici persone in 350 metri quadri, tutti muniti di mascherine, guanti e liquido disinfettante a norma di presidio medico-chirurgico sanitario. Nulla è bastato. E’ stato braccato da due carabinieri che gli hanno impedito di proseguire la consacrazione in modo sereno e regolare. Don Lino stoppato, i manifestanti della Liberazione tutti liberi per strada, uno attaccato all’altro senza vigili o carabinieri che intervenissero.

E poi vogliamo parlare dei mafiosi scarcerati mentre noi barricati in casa come detenuti?  Tutti pericolosi capi clan scarcerati come conseguenza dell’effetto Covid. Due pesi e due misure, nello stesso paese, un’Italia allo sbando. Ma questa che libertà è? Che uguaglianza fra cittadini è mai questa?

Eppure tutto appare più chiaro, cari amici, basta guardare che cosa tollerano, quali leggi e normative hanno spinto e promulgato Pd, Leu e 5 Stelle. Allora non ci si meraviglia più di nulla: aborti, un crimine travestito da diritto, uteri in affitto con adozioni a persone dello stesso sesso benedette dalle unioni civili. Così si strappa un bambino ad una madre, pagandola, per darlo poi in adozione a due uomini sposati con l’unione civile. Nessuna protezione alla famiglia naturale, mamma, papà e bambino. Zero incentivi fiscali e detassazioni per chi fa figli in Italia, paese vecchio, però si fanno entrare senza controlli immigrati clandestini senza che l’Europa ci aiuti, che poi nessuno vuole redistribuire negli Stati Ue. Poi l’eutanasia, i pellegrinaggi della morte, in Svizzera per togliere la vita, lì si paga dalle 11 alle 13 mila euro e si va all’Inferno.

Radicali e sinistra atea ci hanno regalato la parola “fine” e la parola “morte”.  Dall’eutanasia alle separazioni ai divorzi, quando arrivano loro si chiude sempre la saracinesca sulla vita, si arriva alla conclusione di un rapporto umano o di un’esistenza. Ora, questo governo, sostenuto da questi partiti, fra i quali ho moltissimi amici, anche ai vertici, ha chiuso le chiese e così, dopo aver rinunciato alla Pasqua, dopo aver rinunciato alla Festa della Divina Misericordia, rinunciamo anche alla messa quotidiana, per un periodo che non si sa più quanto durerà! E pensare che la messa è morte sì, ma anche risurrezione. Quindi ci dona quella speranza per la vita che voi ora ci state togliendo perché non credete alla potenza salvifica della Spirito Santo che è a voi cosa totalmente ignota. Eppure molti dei vostri capi del PD e Leu che ben conosco fanno tanti pellegrinaggi e vanno in chiesa e poi votano felici con i 5 Stelle che praticano e sostengono leggi contro Dio.

Eh, che grande responsabilità agli occhi del Cielo avete cari amici. Fate ben attenzione perché io come peccatore quando faccio cose non gradite a Dio vado di corsa a confessarmi e a chiedere perdono a Dio. Ma voi no perché ritenete che certe leggi siano giuste ai vostri occhi. E questa è la superbia che porta diritto fra le braccia della morte dell’anima e del corpo ed espone alla giustizia Divina.

Ma dove si vuole finire così? Che cosa sperano di ottenere i vescovi italiani da interlocutori fautori di leggi  che portano a vere e proprie tragedie spirituali? Se cammini e passeggi con chi odia Dio, che cosa pensate di ricavare? Solo coltellate alle spalle. Come Giuda che consegna Cristo nelle mani dei capi del Tempio. Un comitato tecnico ed uno scientifico, dieci task force di consulenti, manager e scienziati, decine di collaboratori per una cifra che si aggira sopra i trecento milioni di euro, capitanati fra gli altri da quel Colao, ex Vodafone, che flirta apertamente con i 5 Stelle per il sistema 5G Huawey da installare in Italia facendo rivoltare per aria gli alleati americani che hanno perso milioni di vite umane per salvare l’Italia dai nazifascisti, insieme a inglesi e canadesi.

Un sistema targato Pechino con i Cinesi in piena dittatura comunista dove i dissidenti spariscono nei campi di concentramento e lavoro forzato. Colao è l’uomo che vuole chiudere in casa le persone over 60, in barba a tutti i principi di libertà della Carta Costituzionale.

Mi chiedo, ma questi qui li dobbiamo trovare tutti noi e pagarli anche profumatamente? Che se ne vadano a casa a farsi bucare dai vaccini, a mettersi i microchip e le app elettroniche per sapere quante volte al giorno vanno al gabinetto. A noi dateci Gesù e l’Eucarestia, e la libertà di seguire la medicina vera, quella tradizionale, fatta da medici illuminati che hanno a cura l’uomo, l’umanità tutta, dai bimbi agli anziani, vogliamo una scienza etica, libera dai condizionamenti delle multinazionali del farmaco, delle dittature politiche atee e del vaccino a tutti i costi.

Paolo Brosio

 

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