Lo psichiatra Crepet: “grazie al governo i bambini rischiano di diventare autistici digitali”

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Lo psichiatra Paolo Crepet, sulla modalità di riapertura delle scuole in sicurezza annunciata dalla ministra del Movimento 5 Stelle Michela Azzolina per settembre, con il potenziamento della didattica online, ha attaccato duramente il governo.

“Mi fa orrore che il Ministro Azzolina mandi metà dei bambini a diventare autistici digitali”, ha dichiarato Crepet alla trasmissione di La7 “Coffee Break”.



“C’è qualcuno che pensa che i bambini fortunati siano quelli che hanno l’I-pad”, ha spiegato lo psichiatra. “Io penso che i bambini fortunati siano quelli che hanno il pongo. I bambini hanno bisogno di giocare, di stare insieme. E se un ministro non capisce questo è meglio che vada al roseto comunale, perché non capire che un bambino ha bisogno di socialità, di carezze, di essere sgridato, di essere lodato, di prendere i voti e di non prenderli, di giocare e di giocare a pallone nel cortile. Se non si capisce questo rileggetevi don Milani.


Se, invece, volete andare dietro a Maria Montessori fate pure! Avere una classe politica che non capisce questo, e che manda metà dei bambini nel solipsismo casalingo per diventare autistici digitali, è una cosa che mi fa orrore. Sono quarantanni che mi occupo di questa cosa e mi fa orrore. Non siamo italiani se facciamo così. Noi siamo stati dei pedagogisti straordinari! E adesso abbiamo dei burocrati che fanno con la monetina: ‘tu stai a casa col tuo monitor e tu viene due-tre orette a scuola’. Ma che mondo è? Ma che governo è? Non mi interessa la politica ma l’intelligenza, il buon senso. Non è solo una questione di preparare le mamme. Diventano autistici perché non usano i sensi!” (Qui l’intero video).



35 thoughts on “Lo psichiatra Crepet: “grazie al governo i bambini rischiano di diventare autistici digitali”

  1. Sono pienamente d’accordo con Crepet! La soluzione è mandare a scuola tutti facendo attenzione all’igiene e dotando la scuola di igienizzanti…non possiamo lasciare a casa i ragazzi solo davanti ad un monitor con i genitori che in alcuni casi vanno a lavorare.
    Io ho visto mio figlio di 12 anni regredire in questi mesi e soprattutto occhi rossi e stanchi con continui mal di testa

    1. E daje con questo governo! Non è il governo che ha deciso la chiusura, lo continuano a ripetere ma a molti, non entra proprio in testa.
      Il governo non ha fatto altro, che mettere in pratica ciò che la commissione di esperti hanno stabilito, per contenere la pandemia!
      e continuano a sostenere che non avrebbero potuto farlo di loro iniziativa in quanto non hanno le conoscenze per decidere. Ovviamente chi è contro questo governo, sta facendo di tutto per fargli una brutta pubblicità! Tutte le cose peggiori che succedono in Italia sono tutte colpa di questo governo! Forse sarebbe ora di smetterla!

  2. Gentile dott. Crepe, sono la dott.ssa Masin e oltre ad essere una psicoterapeuta, sono anche una mamma di una ragazza di 13 anni. Ho letto l’articolo. Partendo dal presupposto che la proposta della Azzolino è criticabilissima, LEI quali proposte pone alla ministra? Inoltre, quanti bambini vede che corrono spensierati nella via vicino a casa come facevo io (e credo anche LEI)? Inoltre ancora, siamo o no in un’era della digitalizzazione? Ci sono bambini piccoli, etá scolare, che nel passeggino vengono trasportati in modo passivo e non sanno neanche dove stanno andando perché hanno il cellulare in mano. Credo che sia necessario guardarsi bene intorno e osservare la realtà è il contesto allargato di dove viviamo.
    Buon proseguimento.

    1. Esatto, il rimbambimento totale dei bambini di fronte ad un video… Sembra un film futurista alla Charlie Chaplin, ma è già realtà.

    2. Mi spiace tanto che lei da mamma e da psicoterapeuta dimostri questa rassegnazione.
      Sicuramente sarà un’ottima madre e un’ottima professionista, ma non fa bene a noi mamme e cittadine percepire dai professionisti questi atteggiamenti di accettazione e mera constatazione Riporto a commento un pensiero di A.Einstein:
      Il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno li’ a guardare.

    3. Dice cose giuste ma questo non vuol dire che dobbiamo omologarle. Finche’ sbaglia un genitore ci si puo’ anche stare ma se sbaglia la scuola ed omologa certe tendenze siamo alla fine…

    4. Quindi? Gli togliamo anche la scuola? Intendo la scuola come momento di socialità, in cui imparare a relazionarsi con gli altri, a stare in una comunità con le sue regole, al rapporto diretto con l’insegnante e con i compagni! Torniamo alla scuola per pochi, per i fortunati che hanno la possibilità di essere seguiti, di avere magari lezioni private e gli altri li perdiamo per strada! Quelli che racconta lei non sono la totalità dei bambini, sono solo una parte, neppure la maggiore…. i miei nipoti, i figli dei vicini di casa, tanti figli di amici giocano ancora in cortile, nei prati, costruiscono capanne, giocano a calcio, vanno in bici, fanno interminabili battaglie con i soldatini, giocano a nascondino, e con le lezioni online sentono tutto il peso della fatica dello studiare, privato dalla parte piacevole dello stare insieme! Mi meraviglio di lei che è del settore!

    5. Gentile dott.ssa, visto che siamo tutti d’accordo sulla negatività di certi sistemi educativi ed informatici, cominciamo noi adulti a non comprare il televisore, a stancarci a leggere favole, ad insegbare ai bambini a fare la pizza o a giocare a palla prigioniera. Cominciamo a ribellarci contro le multinazionali massoniche che vogliono ridurre la popolazione per governarla meglio e ridurre i pochi che rimarranno a schiavi del consumo. Ribelliamoci alzando la vice a scuola, dal parrucchiere, sul lavoro e suo social. E stiamo ben attenti a quando votiamo questi deficienti incompetenti!

    6. Ma cara signora, mamma, psicanalista, non le sembra che proprio quello che lei denuncia, anche se, come dice è la realtà attuale (non è così perché per fortuna io conosco molte realtà diverse), sarebbe da contrastare fermamente? La rassegnazione che lei esprime è la più grave forma educativa che esprimono gli adulti di fronte a questo problema. E nel suo caso è ancor più grave visto il lavoro delicato che svolge all’interno di questa nostra società che si sta ammalano sempre più.

    7. Giusta osservazione, lui si scandalizza perché i bimbi, ragazzi e giovani trascorrono ore di studio on line….. Ma quanti ne vedo ogni giorno col telefonino in mano, bimbi di tre anni giocare con i tablet, allora di cosa parla questo tizio?

  3. Egregio Dottore, invece di mettere paranoie alla gente in più di quelle che già abbiamo, credo che farebbe più buona cosa a rassicurare e a consigliare su vome meglio gestire i bambini in questa situazione di emergenza che nessuno ha voluto. Un bambino diventa autistico per due mesi passati in casa? E se si rompeva una gamba? Il momento è bruttissimo, ma passerà e tutto tornerà normale, anche la vita dei bambini. Gli unici a non avere questa possibilità sono e saranno i morti, quindi vediamo di rispettare le norme di sicurezza e i tempi necessari se vogliamo che la gente smetta di morire e che tutto si risolva al più presto possibile.

    1. La Coldiretti ha consigliato di valutare l’educazione scolastica nelle fattorie didattiche, dove si possono attivare tutte le disposizioni di sicurezza, speriamo che la ministra accetti questa proposta, sempre se anche lei non abbia interessi personali nel portare avanti questo abominio

    2. Ma cara signora Maria, continuiamo a rassicurare e a far finta che tutto vada bene. Non le sembra che proprio questo falso voler essere sempre in pace non faccia mai affrontare le criticità e non produca nulla, se non un falso benessere e una apparente quiete che nasconde ansie profonde in tutti, ma soprattutto nei nostri piccoli?

  4. Modificare I giusti equilbri della natura umana e’stata l’alterazione piu’ dannosa degli ultimi tempi.Ridurci a polli da allevamento a cominciare dai bambini era lo scopo.Ora e’difficile se non inpossibile reagire.l’unico potere che potrebbe farlo e’la chiesa.Se ritrova la strada indicata da Cristo avra’compiuto un grande passo.

  5. Ma perché usare il termine “autistici”? L’autismo è una condizione ben precisa, non mi pare corretto usarlo come metafora. E perché denigrare Maria Montessori?

  6. Sono pienamente d’accordo, quanto abbiamo fatto io e mio marito per tardare l’uso di questi strumenti e ora vedere mia figlia costretta a scrivere sul computer per consegnare il doc inviato dalle maestre mi fa veramente rabbia! appena chiusa la scuola agli addetti ai lavori era subito chiaro il rientro a settembre- e in tutta Italia! – …non ci hanno nemmeno provato a riflettere su strategie progressive…e secondo la ministra dovrei rendere autonoma mia figlia nell’uso del tablet in terza elementare? non ci penso proprio!!!! e i genitori, che sono già in difficoltà col proprio lavoro, devono anche sobbarcarsi l’insegnamento a casa…

    1. Sono d’accordo sig. Monica, non solo non ci hanno provato ma hanno trovato subito comodo comportarsi come stanno facendo. Meno problemi per loro, per i dirigenti scolastici, per gli insegnanti, per il personale scolastico tutto, bidelli compresi, che sono a casa e pagati. E gli insegnanti, che in qualche caso fanno finta di non essere d’accordo con questa didattica a distanza, sono felici perché, da molti anni ormai, si occupano solo dei programmi ministeriali da finire entro fine anno, anziché dei bambini che hanno in classe. Tutto ciò, purtroppo, a scapito di tutti, bimbi, genitori, e della cultura di un popolo.

  7. ha ragione lo psichiatra pero’ non si rende conto che tenere in classe 20 allievi si crea assembramento ed essendo le aule non sufficientemente spaziose non permetterebbero la distanza sociale..bisogna ritormare alle classi di 15 allievi ed abolire le classi pollaio.va riformato il sistema scolastico mettendo in sicurezza soprattutto gli edifici scolastici nella maggior parte obsoleti.piu’ soldi per la scuola,universita’e ricerca.

    1. Sono pienamente d’ accordo.Occorre diminuire il numero di alunni per classe, adeguare ambenti e strutture scolastiche alle nuove esigenze.Occorre agire in tutta sicurezza per permettere ai bimbi soprattutto ai più piccoli di frequentare la scuola, di avere un rapporto diretto con le insegnanti e di favorire la loro creatività e socialità.

  8. Sono madre di un bambino autistico di 10 anni e posso assicurare che le parole del Prof. Crepet siano decisamente calzanti! Il disturbo é caratterizzato da deficit della socialitá e comportamenti ripetitivi, le terapie più efficaci consistono in sedute socializzanti e nell’inclusione in gruppi di coetanei. Per la prima volta vedo mio figlio quasi uguale agli altri, la differenza dietro al pc e ad una webcam quasi non esiste, e il che non é positivo perché significa che mio figlio funziona meglio proprio perché non sono più richiesti sguardi empatici, lettura delle espressioni facciali, interazione fisica nel gioco, rispetto dei turni, percezione dell’altro da sé.Un prolungato periodo di distanziamento sociale potrebbe portare a forti regressioni dei progressi fatti da questi bambini e ad un affiorare di disturbi cosiddetti “atipici” nei bambini normali.Purtroppo la questione non riguarda due mesi, forse non si é ancora capito bene che tutto il prossimo anno scolastico sará compromesso.Intanto colgo l’occasione per far notare che non si sia sentito granché circa il disagio dei bambini disabili, né si stia discutendo pubblicamente di come includerli durante il nuovo anno scolastico. Le soluzioni per un’apertura protetta si potrebbero trovare se solo si volesse.Abbiamo la fortuna di abitare in un Paese dal clima favorevole , si potrebbero svolgere lezioni all’aperto per diversi mesi, si potrebbero far lavorare le imprese edili in estate e recuperare location dismesse, aumentare il corpo insegnante ed allungare la giornata scolastica per ridistribuire i ragazzi nelle aule..E in ultimo vorrei far notare che adesso i bambini sono di nuovo dai nonni, si crede forse che ogni famiglia possa disporre di una baby sitter pronta presa e possa anticipare i soldi? e ordinare i tamponi per controllarsi reciprocamente? Mandare i figli a scuola sarebbe più salutare tutti! Grazie e scusate per il poema.

  9. Ci sono 4 mesi di tempo…che i politici si mettano al lavoro e sgancino soldi per la scuola. Trovare strutture pubbliche da utilizzare come nuove aule x smistare le classi ed assumere nuovi insegnanti!
    I comuni ce le hanno le strutture…individuatele e adibitele ad aule per i ragazzi e mandateli a scuola! Non esiste partire con una scuola online, non è giusto, non è sano per i bambini, non è fattibile x le famiglie, non è crescere felici e spensierati…i bambini devono poter stare insieme, socializzare, confrontarsi…si ammaleranno ma non di covid19!

  10. Sono d’accordo con il dottore,credo che se continue così cresceremmo dei robot , la prima cosa che i politici dovevano sistemare è la scuola , i nostri ragazzi stanno rincoglionendo davante a questo maledetto PC .

  11. Autismo, alienazione e isolamento sociale. Anche il dilemma dell’istrice (o del porcospino) di Schopenhauer insegna…. E’ terribile pensare che un bambino non abbia bisogno di socialità e di gioco reale, creativo, attivo, di gruppo. Quanti bambini e quanti adolescenti si sono ammalati? Quali sono le statistiche di cui non si parla? Per gli adolescenti non è poi molto diverso, anche se loro sono già più formati e rischiano meno le riduzione dell’uso dei sensi. i comuni (quello di Torino di sicuro) ha moltissimi edifici in proprietà vuoti e in disuso: perchè non pensare di adeguarli e adattarli per fare nuove scuole? Gli insegnanti non mancherebbero di sicuro. Forse sarebbe più sensato che pensare all’incremento dell’on-line e alla follia degli ingressi “distanziati”. Sono allibita da quanto poco buon senso venga utilizzato in questa emergenza sanitaria, senza, parrebbe, alcuna valutazione delle ricadute in ambito psicologico, oltre che economico. Dalla cosiddetta ripresa della Fase2, incontro una crescita delle psicosi personali e collettive preoccupanti (e faccio solo l’architetto, non il medico)

  12. Se la signora non vede bambini fuori che giocano nei giardini, corrono, saltano, urlano, ridono, si tengono x mano forse vive in un altro pianeta. Torni sulla terra e avrà tante sorprese piacevoli come vedere uscire i piccoli da scuola e correre felici tenendosi x mano ed entrare nei giardini. O al mare. O in ludeteca. O ai compleanni. Mi spiace x lei

  13. Rosa 13 maggio 2020
    Salve, sono un insegnante della scuola Primaria e come tutti gli insegnanti attuo la didattica online. Nello specifico insegno italiano in 2 terze di cui il 70% sono bambini figli di genitori stranieri. Lascio immaginare le difficoltà di questi bambini che devono restare ad ascoltare dinanzi ad uno schermo e non poter partecipare tutti insieme ad una conversazione esprimendo ognuno le proprie emozioni. È impensabile tornare a scuola per metà.
    I bambini hanno il diritto di apprendere insieme per condividere le esperienze, esternare le proprie emozioni, scambiarsi idee e modi di fare, sviluppare il proprio senso critico attraverso attività di gruppo e soprattutto attività creative che sviluppano la fantasia. Per concludere, giocare, che per loro è la cosa più importante che esista al mondo, perché guida la loro crescita.

  14. Se ci attivissimo velocemente le soluzioni alternative escono fuori. Attraverso la protezione civile organizzare scuole con tende campo come nei casi di terremoto. Se gestiamo catastrofi che si presentano sa un giorno all’altro perché non questa in tempo? Non rassegnarci a farli stare a casa ma ESIGERE una soluzione che c’è! In Italia c’è spazio c’è modo. Non si può rilegare la soluzione e la peggiore sempre sulle spalle delle famiglie. È SCUOLA DELL’ OBBLIGO BENE SIETE OBBLIGATI A FARE SCUOLA NON A SCARICARE SULLE FSMIGLIE LA SOLUZIONE!!!!

  15. Come permettiamo loro di essere campionissimi di Minecraft e Fortnite a 7 anni, allora possiamo aiutarli a capire che gli stessi strumenti che danno piacere sono quelli attraverso i quali si svolge il dovere scolastico. La preclusione verso l’integrazione della scuola digitale è arcaica e frutto di una difesa del vissuto, non è retta da ragioni concrete. Noi non usavamo i tablet perché non li avevamo e non siamo migliori di loro, ogni generazione vive il proprio tempo con il proprio livello di evoluzione tecnologica.

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