Esclusivo. Sandro Magister: “la critica dentro la Chiesa c’è sempre stata ed è normale”


 

“Nel passato quando accadevano pestilenze, disgrazie, situazioni di pericolo, era normale fare processioni, celebrazioni straordinarie, adorazioni di massa. Erano manifestazioni esemplari ma calate nel loro tempo. Tuttavia, alla luce dei progressi della medicina e della ricerca scientifica, non possiamo sovrapporre acriticamente passato e presente. Insomma, quelle manifestazioni erano esemplari, ma se considerate in quel momento e non le possiamo comparare con l’attualità”. A dirlo, in questa intervista concessa ad Informazione Cattolica, è Sandro Magister, vaticanista autorevole e di lungo corso, che da anni gestisce con successo per il settimanale L’Espresso il seguito blog multilingue “Settimo Cielo”.

“La Cei, a mio avviso, ha fatto percepire  una certa debolezza di comunicazione, con lodevoli eccezioni. Ho comunque trovato estremamente forte la preghiera del Papa nella Piazza San Pietro deserta, un grande impatto, alla pari delle belle considerazioni del cardinale Ruini”.

A proposito di dissidi e critiche all’interno della Chiesa, Magister spiega che “la critica dentro la Chiesa c’è sempre stata ed è normale, una costante”.

In effetti, andando a leggere sulla Treccani l’etimologia di questa parola dal greco kritiké (téchne) si riferisce all'”arte del giudicare”, al complesso delle indagini volte a conoscere e valutare, sulla base di teorie e metodologie diverse, i vari elementi che consentono la formulazione di giudizi su una qualsiasi cosa.

“Tutti  i papi sono stati aspramente contestati e penso a  Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI  e Paolo VI. Anzi a mio avviso Paolo VI è stato quello maggiormente avversato, non da blogger, ma da interi episcopati  sull’Humanae Vitae“, aggiunge Magister.

“In effetti sia osannare a priori che contestare, sempre e comunque, non sono posizioni  apprezzabili. In  ogni caso qualsiasi valutazione critica è rimessa al proprio vedere e valutare le cose. Ad esempio, leggo nelle omelie del Papa regnante un continuo riferimento al chiacchiericcio e non mi sembra che sia il problema centrale del nostro tempo”.

A proposito della pandemia da Coronavirus e delle voci dei tre cardinali asiatici che hanno invocato verità dalla Cina, Magistero sottolinea che “il silenzio della Segreteria di Stato non è una novità. Anzi mi sarei meravigliato del contrario”. La diplomazia vaticana, infatti, ha altre modalità d’intervento.

Bruno Volpe


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