Atletica, maschi trans vogliono correre nelle gare femminili. Scoppia il caso negli USA


Alliance Defending Freedom sta sfidando una decisione della Conferenza atletica interscolastica del Connecticut che consente agli atleti di sesso maschile che “si identificano” come donne di competere nella divisione femminile. L’ADF rappresenta tre ragazze che sostengono che è ingiusto costringerle a competere contro i ragazzi.

La presidente del Ruth Institute statunitense, la dottoressa Jennifer Roback Morse, ha definito “oltraggioso” l’ordine del giudice Chatigny che ha richiesto agli avvocati di riferirsi agli atleti di sesso maschile come “trans-donne”.

La Morse ha osservato: “Non hai bisogno di una laurea in fisiologia per vedere che i ragazzi hanno un vantaggio nelle gare atletiche a causa della loro forza e velocità superiori. Nessuna quantità di pensiero politicamente corretto può cambiarlo”. La Morse ha notato che due velocisti “maschi transgender” insieme hanno vinto un totale di 15 campionati indoor e outdoor in Connecticut dal 2017.

La presidente del Ruth Institute ha aggiunto: “Questi giovani uomini affermano di essere femmine intrappolate in un corpo maschile. Comunque sia, i loro corpi maschili sono in competizione con corpi femminili. Nessun diktat legale può cambiare questo fatto ovvio”.

L’Istituto Ruth concorda con la mozione dell’ADF chiedendo al giudice federale di ascoltare il caso per ricusarsi. Il giudice della corte distrettuale degli Stati Uniti Robert Chatigny ha chiesto che gli avvocati dei querelanti usassero per la controparte in giudizio, i ragazzi trans, il termine “trans-donne”. Ma così, ha sottolineato la Morse, “il giudice Chatigny ha chiaramente indicato che la sua decisione sul caso è stata già presa e che, indipendentemente dalle prove presentate dall’ADF, intende far gareggiare con le ragazze i maschi trans”.

Il Connecticut è uno dei 17 stati che consente agli studenti di competere nella loro divisione senza alcuna restrizione. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha affermato che “permettere ai maschi biologici di competere negli sport per donne priva le donne della possibilità di partecipare pienamente e in modo equo agli sport ed è fondamentalmente ingiusto per le atlete”.

Morse ha aggiunto: “L’idea che gli individui possano cambiare il loro sesso è un principio fondamentale della Rivoluzione sessuale. In realtà, gli atleti che il giudice definisce “trans-femmine” sono nati maschi, sono maschi e rimarranno maschi fino al giorno in cui moriranno, indipendentemente da come si descrivono e da qualunque cosa un giudice attivista ordini”.


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