Il cardinale Turkson: “l’unica cosa di cui George Floyd ha bisogno è la preghiera non le rivolte”


 

Il razzismo è “un fenomeno sociale che non si limita agli Stati Uniti. C’è stato l’apartheid in Sudafrica, un sistema di caste in altre parti del mondo e ciò che è stato fatto alle popolazioni aborigene. Si tratta quindi di un fenomeno sociale molto diffuso”.



Lo ha dichiarato a Vatican News il cardinale Peter Turkson, Prefetto del Dicastero della Santa Sede per la Promozione dello Sviluppo umano integrale.

“Per noi, come Chiesa, questo va contro il fondamento della nostra concezione della persona umana, fin dalla sua creazione. Siamo creati a immagine e somiglianza di Dio. Ogni persona è impregnata della dignità umana che è preziosa agli occhi di Dio e che non le è conferita da alcuna persona umana. E questo è ciò che siamo chiamati a fare: semplicemente, riconoscerla e promuoverla. Quando si verificano situazioni che vanno radicalmente contro la dignità umana, che la contrastano o la uccidono, questo diventa fonte di grande preoccupazione. È in questo contesto che il presidente della Conferenza episcopale statunitense, riflettendo su questa situazione, afferma che i disordini nelle città degli Stati Uniti riflettono la giustificata frustrazione di milioni di fratelli e sorelle che, ancora oggi, vivono l’umiliazione, la mortificazione, la disuguaglianza di opportunità solo a causa del colore della loro pelle”.



Per il cardinale africano, “la questione del razzismo è che noi creiamo differenze nella diversità, mentre dovrebbe essere un arricchimento. Ma per un motivo o per l’altro, non tutte le forme di differenze sono tollerate dalla persona umana”.

Dopo la morte di George Floyd, “nessuna dimostrazione, rabbia o frustrazione potrà riportarlo indietro. C’è solo una cosa che può essere utile a George, ora che si presenta davanti a Dio. È il perdono per i suoi assassini. Proprio come fece Gesù. Quindi, aggiungerei all’appello alla non violenza anche l’appello al perdono. Credo che questo sia il modo in cui possiamo nobilitare la memoria di George Floyd. L’unica cosa di cui George Floyd ha bisogno in questo momento è la preghiera: la preghiera, mentre si presenta davanti a Dio”, ha concluso il cardinale.




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