Donna con neonato non è stereotipo ma meravigliosa realtà antropo-bio-psicologica


 

Nella figura incriminata dalla attivista lesbica Concia e dalla Signora Boldrini, come stereotipo sessista, al quale ha fatto eco la Ministra Bonetti (un incredibile gruppo di azione femminile) appare un neonato in fasce in braccio ad una donna, verosimilmente sua madre.

Vorrei però far riflettere le persone non condizionate dal fuoco ideologico, che questa immagine non è uno stereotipo da abbattere, ma una meravigliosa realtà antropologica/biologica/psicologica.

Ogni bambino, anzi oserei dire senza tema di smentita che ognuno di noi, che ora legge questo post, è nato da una madre, sua madre.

Nei primi tre anni di vita si compie quel processo di individuazione–separazione che conduce il bambino all’acquisizione di un’identità strutturata.

E, per l’appunto, questo cammino è determinato essenzialmente dalla sua relazione con la mamma, con cui il bambino stabilisce, fin dalla nascita, un rapporto di simbiosi che dura, pur attraverso fasi alterne, fin verso il terzo anno di vita.

Il padre, dal canto suo, si posiziona “esternamente” a questa unione simbiotica, senza farne totalmente parte.Per questa ragione il padre potrà aiutare a suo tempo il figlio a uscire dalla simbiosi con la madre.Se la simbiosi con la madre e il suo superamento riescono bene si costituisce allora quello sfondo di fiducia che aiuta il bambino a iniziare il suo processo di identificazione.

Dopo aver provato fiducia nel corpo della madre, il figlio si affida anche al padre che lo aiuta a separarsene.Questa separazione è la premessa indispensabile perché il figlio possa diventare sé stesso.

Se noi comprendiamo questo concetto, allora comprendiamo come sia giusto che il neonato sia in braccio a sua mamma e non a suo padre, perché la mamma riesce più facilmente a consolare il neonato di qualsiasi altra persona (il neonato riconosce il battito cardiaco della mamma ed il suo respiro e la sua voce, per aver vissuto 9 mesi nel suo corpo). La mamma nutre il proprio figlio con il suo seno e mette in atto tutta una serie di meccanismi comunicativi, stimolata dai suoi ormoni, che il padre, ahimè, non ha.

Pensare che questo sia uno stereotipo mi fa ritenere che l’ignoranza condizionata dalla ideologia, sia un male ben peggiore della Pandemia Covid-19.

 

Giovanni Bonini

Medico pediatra


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Sono d’accordo con quanto dice il dr Giovanni Bonini. Oggi alcune persone vorrebbero stravolgere l’equilibrio della natura, specie nei rapporti umani, tra madre e figlio e si vedono i risultati disastrosi di certe politiche. L’uomo vorrebbe prendere il posto di Dio stravolgendo l’ordine. Una volta nella storia nazista hanno fatto esperimenti crudeli, oggi si vogliono fare leggi che sono contro l’ordine naturale stravolgendo la famiglia è mettendo confusione e creando problemi alle generazioni future. Occorre farsi sentire da chi dovrebbe fare il bene del popolo invece lo vuole strumentalizzare e far credere che l’ordine naturale va combattuto. Dio ci assista.