“Dove sono più oggi veri profeti, che nutriti di Cristo, sanno rimproverare i potenti?”


 

 

Dopo la morte di Salomone (931 a. C.), il regno si divise in due parti: Giuda con capitale Gerusalemme; Israele con capitale Samaria. Questo finirà nel 721 a. C. sotto la potenza assira; quello di Giuda nel 587 a. C. sotto la potenza babilionese. I due regni ebbero vicende interdipendenti. Il culto si divise, perché il tempio era a Gerusalemme. Quelli di Samaria cercarono di costituire templi alternativi e caddero subito nell’idolatria. Il re Acab di Samaria sposò una cananea, figlia del re di Tiro e Sidone, che portò con sé idoli e falsi sacerdoti. Si moltiplicarono così templi e riti idolatrici, che trascinarono il popolo nell’empietà. Per questo il Signore mandò il profeta Elia, lungamente preparato con una vita eremitica sul monte Carmelo. Questi predisse una forte siccità. E così avvenne. Il cielo fu chiuso per tre anni e mezzo. Elia fu nutrito da un corvo che gli portava pane al mattino e carne alla sera, e beveva al torrente Cherit fino a quando anche questo seccò. Dove sono più oggi veri profeti, che nutriti di Cristo, sanno rimproverare i potenti?
Con le Beatitudini Gesù annunzia il corredo degli eletti: il distacco dai beni terreni, la fiducia nel divino Consolatore, la mitezza e la fame di vera giustizia, la misericordia e la purezza del cuore, la capacità di portare la pace. Il sigillo finale è la persecuzione per causa di Cristo. Tutto questo diventa beatitudine che comincia qui e si consuma nei cieli.


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