George Floyd, “inginocchiarsi è espressione di infantilismo occidentale grottesco”

 

Ci si inginocchia nel fare la comunione, nell’omaggiare un re e nel Medioevo quando si diventava cavaliere. Inginocchiarsi è un rito centrale nella cultura occidentale. Inginocchiarsi per le manifestazioni sulla morte di George Floyd è l’espressione di un infantilismo occidentale che ha qualcosa di grottesco. Ecco, l’ho detto, anche se so che in questi giorni chi non si inginocchia è un mostro amorale. Si inginocchiano tutti, i primi ministri, i giornalisti, i parlamentari, le forze dell’ordine. Quando a Londra si è protestato per i fatti di Minneapolis alla polizia che sorvegliava i cancelli di Downing Street è stato detto di “mettersi in ginocchio”. Quattro poliziotti lo hanno fatto. Migliaia di persone in Gran Bretagna sono uscite per strada cadendo in ginocchio, come in preda a una allucinazione. E’ l’affermazione secondo cui la società occidentale nel suo insieme è razzista. E’ una forma di isteria ideologica che fa sentire chi si inginocchia dalla “parte giusta”. In diversi video, abbiamo visto persino bianchi americani baciare le scarpe dei oro connazionali di colore per scusarsi. E’ la logica del pentimento caricaturale, come una parodia involontaria di odio verso se stessi, come i maoisti facevano fare ai “nemici del popolo”. La grande domanda è se questo processo disperatamente triste possa essere fermato; e se sì, come.

 

GIULIO MEOTTI

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