Il Prelato dell’Opus Dei: “ripetiamo ‘Cor Iesu sacratissimum et misericors, dona nobis pacem'”


Nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, monsignor Fernando Ocáriz Braña, Prelato dell’Opus Dei (nella foto insieme a Papa Francesco), ha invitato i componenti e i simpatizzanti dell’Opus Dei a chiedere al Signore un cuore mite e umile, che sia di ristoro e consolazione per molte anime.

Questo il testo integrale del messaggio.

Carissimi, Gesù mi protegga le mie figlie e i miei figli!

Oggi, con tutta la Chiesa contempliamo in modo particolare il Sacro Cuore di Gesù. Questa festa è un’occasione per lasciarci sorprendere ancora una volta dal fatto meraviglioso per cui Dio ha voluto avvicinarsi agli uomini fino a essere uno di noi, con un cuore in tanti sensi come il nostro. Perciò mi ritorna alla mente quell’invito consolante che ci rivolge il Signore: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime» (Mt 11, 29).

Gesù vuole per noi, in mezzo alle vicende quotidiane, una pace, una serenità e un ristoro autentici. E ci mostra la via: identificarci sempre più con Lui, con l’umiltà e la mansuetudine del suo cuore. Scrive san Josemaría, «Anche a noi il Signore può suggerire e suggerisce di continuo: exemplum dedi vobis, vi ho dato un esempio di umiltà. Mi sono fatto servo, perché voi impariate, con cuore umile e mite, a servire tutti gli uomini» (Amici di Dio, n. 103).

Chiediamo al Signore, nella nostra orazione, di darci un cuore come il suo. Questo traboccherà nel «ristoro della nostra anima» e delle persone che stanno accanto a noi. Possiamo anche rendere grazie per le tante realtà di servizio che abbiamo visto in questi ultimi mesi, spesso non lontano da ognuno di noi.

Nella solennità che oggi celebriamo forse ricordiamo con maggiore frequenza quella giaculatoria che ripeteva san Josemaría: Cor Iesu sacratissimum et misericors, dona nobis pacem. Ricorriamo alla sua misericordia, pregando per la pace nelle anime, nella Chiesa, nel mondo; continuiamo a pregare perché finisca la pandemia, che ancora porta con sé sofferenze in molti luoghi. E noi confidiamo nella mediazione materna di Santa Maria, Madre di misericordia e Regina della pace.

 

Con tanto affetto vi benedice

vostro Padre Fernando Ocáriz

Roma, 19 giugno 2020


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