Il discernimento di Papa Francesco nel libro “Come goccia su una spugna” di p. Diego Fares


Quando una particella d’acqua cade su una materia assorbente vi entra «in modo dolce, delicato e soave», mentre se finisce su una pietra, provoca «strepito e agitazione».

Prende spunto da questo linguaggio profondamente evocativo della tradizione ignaziana (Esercizi spirituali, 335) il titolo del recente libro di padre Diego Fares: Come goccia su una spugna: Papa Francesco maestro di discernimento (Edizioni Ancora, Milano 2020, pp. 200, euro 18).

Il volume raccoglie una serie di articoli dedicati dall’autore, che è gesuita e scrittore de “La Civiltà Cattolica”, al pensiero che guida il modo di governare del Pontefice, che «muove» gli spiriti, incide, tocca il cuore, fa pensare. Non è una persona che parli in astratto né lasci la gente indifferente.

È qui che la regola di Sant’Ignazio di Loyola può aiutare a precisare in che cosa è «maestro di discernimento» Papa Francesco.

Articolato in dodici capitoli, il libro è introdotto dalla prima intervista concessa dal Pontefice al direttore di «La Civiltà Cattolica» padre Antonio Spadaro, nella quale affermava a questo proposito: «Il discernimento nel Signore mi guida nel mio modo di governare».

Tre anni dopo, con l’esortazione apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia Amoris laetitia, Papa Francesco «ha posto il discernimento al centro della vita della Chiesa, facendo aprire gli occhi sulla necessità di crescere in questo metodo» (Gianluca Biccini, Papa Francesco maestro di discernimento, in “L’Osservatore Romano”, 10 maggio 2020, p. 10).

Per discernere, spiega il Papa, bene bisogna esporsi, mettere in gioco la propria vita, coinvolgersi nel combattimento spirituale, il quale si svolge in primo luogo dentro la propria anima, nella buona o cattiva disposizione del cuore verso la volontà di Dio.

Anche nell’osservanza delle regole e norme, il discernimento è di fondamentale aiuto perché, ha affermato in altro scritto p. Fares, «nella Chiesa c’è questa tensione tra lo Spirito e la lettera che si risolve soltanto nella vita, discernendo ogni volta e facendosi carico personalmente della grazia e delle conseguenze delle nostre interpretazioni della legge» (Diego Fares sj, Nessuno brevetta soluzioni per “farsi vicini”, Agenzia SIR, 5 aprile 2020). Il tutto all’insegna della libertà nell’Ordine, come conclude Fares nella sua Introduzione al libro: «insegnare a discernere è il modo con cui i padri aiutano i figli a maturare nella loro libertà».

GIUSEPPE BRIENZA

 


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