Bergamo, il sindaco Gori fa propaganda sull’omotransfobia


Il 30 giugno, di notte, è stata inviata dalla pec del Comune di Bergamo ai Consiglieri comunali la seguente comunicazione:

«il Tavolo contro l’omofobia del Comune di Bergamo organizza per mercoledì 1 luglio alle ore 20:30 un “confronto” sulla proposta di legge in materia di discriminazione. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessora alle Pari opportunità Marzia Marchesi, interverranno l’On. Alessandro Zan e l’On. Laura Boldrini, modera l’avv. Stefano Chinotti.»

Forse il Sindaco Gori ha dimenticato che per “confronto pubblico” si intende un incontro fra sostenitori di differenti tesi, concezioni, programmi, attraverso un dialogo aperto ed equilibrato;

i due relatori invitati sono entrambi dello stesso partito politico, il PD, tra l’altro anche presente nella Maggioranza e della Giunta del Comune di Bergamo;

anche l’Assessore, che interviene “istituzionalmente” in tale “confronto pubblico” afferisce al PD;

i due relatori sono entrambi autori di simili disegni di legge in materia, tra l’altro sintetizzati in un unico progetto di legge;

tale “confronto pubblico” verrà anche trasmesso in diretta sul canale istituzionale del Comune di Bergamo;
eventuali domande potranno essere inviate solo tramite mail;

il preavviso della comunicazione è stato di sole 22 ore circa, e tra l’altro inviato di notte.

I consiglieri comunali Filippo Bianchi e Alberto Ribolla (che è anche deputato) hanno chiesto al sindaco Gori:

se non sia ingannevole classificare tale evento come “confronto pubblico”, facendolo quindi percepire come tale, anche se palesemente si configuri come un evento di propaganda politica;

se per propagandare tale evento politico partitico, sia corretto utilizzare un canale istituzionale, come il Canale Youtube del Comune di Bergamo;

se sia democratico ed equilibrato non aver fatto partecipare nessuna persona che la pensi in modo differente sui temi in questione;

se ritenga che sia una modalità aperta permettere di poter porre domande solo tramite mail;

se sia stato informato preventivamente circa le modalità secondo le quali l’Assessore alle “Pari Opportunità” abbia organizzato tale “confronto pubblico”;

se un preavviso di circa 22 ore, di fatto di meno di 12 ore circa (poiché solo stamani la maggior parte dei destinatari ha visionato tale comunicazione) sia congruo per un “evento istituzionale” trasmesso sul canale comunale istituzionale.

OMOFOBIA: COME PROVARE A DARE LA BATTAGLIA

Martedì prossimo 7 luglio, a partire dalle ore 20, sulla pagina facebook di (In)Formazione Cattolica, ci sarà un’intervista in diretta al prof. Massimo Gandolfini sul progetto di Legge Zan: “tra libertà di pensiero e di opinione”.

Nonostante siano ben altre le emergenze d’affrontare da parte della politica in questo difficile periodo di crisi, il Parlamento italiano ha in corso di esame e discussione il Progetto di Legge (PdL), presentato come primo firmatario dal deputato Pd Alessandro Zan, dal titolo: “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”.

Su questa normativa che, qualora approvata, imporrà diversi diktat dell’ideologia gender nell’ordinamento nazionale, la redazione di “(In)Formazione Cattolica” ha organizzato un momento di approfondimento grazie all’intervista che l’avv. Giovanna Arminio rivolgerà martedì prossimo, 7 luglio, alle ore 20, al prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra ma, soprattutto, presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri figli.

Per assistere alla trasmissione, che s’intitola “Il progetto di Legge Zan omotransfobia: tra libertà di pensiero e di opinione”, ci si può collegare al link: https://www.facebook.com/informazionecattolica/


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Questo comportamento stile “soviet “ dimostra come i Kompagni comunisti si comportino come le vecchie dittature,ormai cadute ,ma da nostalgici “Kompagni”cercano consensi rendendosi PENOSI !

Il paradosso è che per impedire e sanzionare la violenza verso chi inconsciamente o deliberatamente ha o opta per la sessualità deviata, si discrimina sulla normalità, quasi che difendere lo status normale della sessualità nelle due componenti naturali, maschio e femmina, sia de per se violenza verso chi ha una sessualità deviata. In questo modo si fa violenza verso chi – ed è la maggioranza- ha una una sessualità naturale, principio di identificazione fisica, psicologica, morale e spirituale e base per l’unità complementare dei sessi.L’omogeneità non porta a una vera unità : soltanto nell’unità del diverso c’è ricchezza e crescita, non nella duplicazione dello stesso. Due esseri identici rimangono nella pura soggettivita: ognuno non raggiungera mai l’altro non potendo gli essere complementare. L’ideale è ricondurre a unità il molteplice non annullando le diversità, al contrario valorizzandole. Si torna indietro di secoli mettendo in ombra la civiltà cristiana da cui è derivata la stessa democrazia.