Anche nella Merkelandia l’immigrazionismo ha creato disastri per donne e bimbe


Wuppertal, ex Germania.

Fener Omer è un ragazzo curdo che ora viene salutato come un eroe per aver salvato mercoledì una giovane donna dallo stupro da parte di un migrante afgano di 20 anni, già in attesa di processo per un’altra violenza sessuale e libero di reiterare.

Fener, arrivato in Germania quattro anni fa dopo essere fuggito dalla città siriana assediata di Qamishlo, lavora come meccanico, ha salvato la ragazza e non si è lasciato sfuggire lo stupratore. Ha detto di non avere avuto paura, che ha fatto quello che si aspetta da chiunque vedesse una propria amata alla mercé di un bruto. Sembra scontato, non lo è.

L’immigrazionismo ideologico ha creato disastri dovunque, a Merkelandia per le donne e le bambine la situazione è sempre più tragica anche se è vietato dirlo: abbiamo importato la cultura della segregazione femminile e dello stupro e ora pare che i pochi anticorpi sociali vengano proprio da chi quella cultura suo malgrado la conosce ed è abituato a combatterla.
In questo senso difficilmente potrebbe essere più didascalica questa storia a lieto fine.
Grazie Fener Omer


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