Omofobia, il personalismo giuridico usato per realizzare qualsivoglia progetto…


L’ideologia positivistica innerva l’ordinamento giuridico e la sua Costituzione (potremmo dire in forma plurale gli ordinamenti e le Costituzioni) e costituisce la base ed il fondamento di quella società personalistica-modulare, tratto caratteristico della post-modernità, ove la previsione normativa (perseguire penalmente la propaganda o l’istigazione a commettere atti di violenza per ragioni legate al concetto di «identità di genere») rappresenta l’esito di una negoziazione liquida, di un accordo che non vincola.

Il compromesso, o meglio il testo che, forse, verrà approvato sull’ “omotransfobia”, altro non è che epifania di un indirizzo che è riuscito ad imporsi in ragione del carattere meramente procedurale della democrazia e che, in quanto tale, si è autolegittimato.

La Costituzione, dunque, con il suo enfatizzato principio personalistico, di cui all’art. 2 e sul quale ha insistito anche il Presidente della Repubblica pro tempore, Sergio Mattarella, in occasione della giornata contro l’omofobia del 17 maggio 2020, diventa lo strumento «giuridico» per la realizzazione di qualsivoglia progetto (come sostiene il costruttivismo) o di qualsiasi compromesso (come ritiene la dottrina politologica dello Stato). In questo quadro, la persona umana, scriveva J. P. Sartre nella sua celebre opera «L’essere e il nulla», diviene auto-progetto, un auto-divenire che si esprime contingentemente, dissolvendosi nella pulsione stessa. Il diritto, allora, non solo nega l’evidenza della natura del soggetto nel senso boeziano del termine, ma è il mezzo per la sua massimizzazione sociale. Questo, beninteso, non significa certo legittimare atti di violenza (i quali vanno sempre condannati), ma prendere atto che, se la libertà, per dirla con le parole di giuristi quali Zatti e Rodotà, trova il punto più intenso nell’autodeterminazione assoluta dell’uomo nella vita e nel corpo (si legga di S. RODOTA’, Il diritto di avere diritti, Roma-Bari, Laterza, 2012)), allora il nihilismo giuridico è divenuto il nuovo paradigma della giuridicità con la conseguenza paradossale e contraddittoria di qualificare come a-giuridico lo spettro inerente alle res humanae.

 

Daniele Trabucco

Costituzionalista


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C’è infatti una vera e propria cattofobia.
È siamo solo agli inizi.
La storia insegna che una civiltà che non ha più confini morali è destinata alla estinzione.