Ci risiamo. Richiesto ancora lo stato di emergenza!


Di Emanuela Maccarrone

‘Le cose cominciano a mettersi peggio. Vi prego, state attenti, mantenete le distanze, portate le mascherine, evitate luoghi affollati al chiuso, lavatevi le mani’ è il messaggio twitter del virologo Roberto Burioni che, dinanzi all’aumento dei contagi in Italia, avverte di non abbassare la guardia.

Intanto il Premier Conte chiede la proroga dello stato di emergenza al Parlamento, fino al 31 gennaio del 2021, allarmato dalla criticità della situazione con contagi sopra i 2500. L’attuale stato di emergenza scade il 15 ottobre.

Lo stato di emergenza è la situazione in cui un pericolo minaccia la sicurezza nazionale; in tale circostanza al Governo e alla Protezione civile sono attribuiti dei poteri straordinari utili a fronteggiare tempestivamente la criticità.

Tra i poteri straordinari riconosciuti al Governo ci sono i Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, i famosi Dpcm, che possono essere emanati dal Premier sfuggendo al controllo di merito del Presidente della Repubblica e non passando per il Parlamento; sono quegli atti amministrativi che Conte ha emanato durante il periodo di lockdown e racchiusi nel decreto Covid.

Questo modo di agire del Premier ha suscitato le polemiche del Parlamento per il quale Conte ha fatto uso dei Dpcm senza consultare l’organo legislativo.

Per tale ragione nel decreto Covid è stato inserito un emendamento volto a ‘parlamentarizzare’ i Dpcm, ossia a riattribuire al Parlamento la funzione centrale, attraverso il quale si è stabilito: ‘Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato illustra preventivamente alle Camere il contenuto dei provvedimenti da adottare, al fine di tenere conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati. Ove ciò non sia possibile, per ragioni di urgenza connesse alla natura delle misure da adottare, riferisce alle Camere entro 15 giorni’.

Pertanto, in futuro il Premier prima di emanare liberamente i Dpcm dovrà consultare il Parlamento.

Il primo intervento del Governo riguarda il divieto di assembramento per gli eventi sportivi, che presenterà il Ministro della Salute in Parlamento martedì, dopo che il provvedimento sarà discusso lunedì dal consiglio dei ministri; come riportato in un articolo di ‘La Repubblica’.

Nello stesso articolo si legge che il provvedimento consentirà una presenza massima di 1000 persone per gli eventi svolti all’aperto, come gli stadi, e di 200 per gli eventi svolti al chiuso, come palazzetti, cinema o teatri.

 


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