L’integrazione sociale ed economica delle vittime dello sfruttamento e della tratta

L’integrazione sociale ed economica delle vittime dello sfruttamento e della tratta

A cura di Angelica La Rosa

Oggi, 18 ottobre 2020, è la Giornata europea contro la tratta degli esseri umani.

La Comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con varie associazioni europee che lottano contro la tratta di uomini e donne schiavizzati a scopo sessuale, ha presentato per l’occasione il documento “Opportunità e sfide: linee guida per l’integrazione dei sopravvissuti alla tratta a scopo sessuale, di nazionalità nigeriana. Dal recupero all’empowerment”, un documento che è stato preso come modello pilota per sostenere l’inclusione sociale ed economica delle vittime di tratta in tutta Europa con riflessioni e pratiche per promuovere l’integrazione sociale ed economica delle vittime dello sfruttamento e della tratta.

L’organizzazione cattolica fondata da don Benzi, insieme al progetto European Right Way, ha messo a disposizione le riflessioni e le pratiche per sostenere il lavoro di operatori, volontari, famiglie ospitanti, professionisti del settore sociale e sanitario nell’integrazione delle donne che sono state attratte, trafficate, violentate e sfruttate.

“C’è un momento preciso nella vita delle donne che sopravvivono alla tratta – si legge nell’introduzione al manuale – in cui decidono di fuggire, di liberarsi e, di fatto, di sopravvivere. È una scelta difficile che dura tutta la vita e che deve essere rinnovata ogni giorno. Da quel momento, insieme alle organizzazioni che si occupano del loro recupero, inizia un percorso di protezione e di integrazione sociale che permette non solo la sopravvivenza ma una vera e propria rinascita” .

Il comunicato della Comunità Papa Giovanni XXIII spiega che l’iniziativa nasce con l’obiettivo di sviluppare un percorso di integrazione delle donne nigeriane sopravvissute alla tratta in Italia. A tal fine, è stato creato un modello pilota per sostenere l’integrazione di 50 sopravvissuti alla tratta.  In Europa, questa esperienza ha permesso a diverse comunità ospitanti di aumentare la capacità di sostenere l’integrazione delle donne, anche durante l’emergenza Covid-19.

La pubblicazione, disponibile in quattro lingue, è stata realizzata nell’ambito del progetto European Right Way, che mira ad un processo di integrazione riuscito e sostenuto nel lungo periodo e che non solo prevede la protezione e il recupero fisico e psicologico delle donne e dei loro figli, ma richiede anche percorsi volti a favorire la piena integrazione nella società e nel mercato del lavoro, con uno scenario di opportunità di partecipazione attiva delle donne. Infine, tra le conclusioni dello studio, si afferma che il modello pilota presentato nel manuale rende più facile il superamento di tutte le discriminazioni razziali e di genere, così come la stigmatizzazione della prostituzione che le sopravvissute hanno subito per lungo tempo. “La sensibilizzazione delle comunità locali attraverso un approccio interculturale centrato sulla persona – si legge nelle conclusioni della pubblicazione – favorisce la fine di una cultura dell’esclusione e della perdita, in cui la persona è considerata un oggetto d’uso a beneficio degli altri”.

Fonte: VaticanNews

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