Il cardinale Mauro Piacenza: “ciò che finora è stato dato per scontato non lo è più”


A cura di Angelica La Rosa

In scuole e asili in ogni parte del mondo tantissimi bimbi sono coinvolti ieri nell’iniziativa promossa dalla Fondazione Pontificia ACS, Aiuto alla Chiesa che soffre, denominata “Un milione di Bambini prega il Rosario”.

Ventitré le lingue nelle quali sono stati tradotti i materiali per la campagna di preghiera: tra queste anche l’arabo e diversi idiomi africani.

L’iniziativa di preghiera corale alla Vergine Maria per l’unità e la pace nel mondo, è stata fatta anche per implorare la liberazione dalla crisi sanitaria ed economica causata dalla pandemia.

“Un milione di Bambini prega il Rosario” è una campagna nata nel 2005 a Caracas, in Venezuela, quando alcuni bambini si riunirono a pregare la Vergine Maria di fronte ad un’edicola votiva, ed è ispirata alle parole di San Pio da Pietrelcina “Quando un milione di bambini pregherà il Rosario il mondo cambierà”.

Fin dal 2008 l’iniziativa è stata sostenuta da Acs che a livello mondiale da due anni si fa carico dell’organizzazione dell’intero evento.

“Nella crisi attuale”, ha commentato il cardinale Mauro Piacenza, Presidente di ACS Internazionale, “il mondo intero è stato, e continua ad essere, esposto ad un virus invisibile che ha portato alla morte centinaia di migliaia di persone, e a devastanti, e al momento imprevedibili, conseguenze socio-economiche. Il nostro mondo non è più lo stesso mondo, e ciò che finora è stato dato per scontato non lo è più”.


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Crediamo in Maria e nel Suo aiuto, attraverso i bambini…
Crediamo nel Rosario e nella sua potenza.
Facciamo si, che questo evento non si fermi; ma c’inviti e ci contagi, ci incoraggi a continuare e credere sempre più, nella Preghiera.