Dal divorzio all’omosessualismo (anche nella Chiesa) è visibile una lunga linea rossa…


Di Matteo Castagna

Quando ti telefonano quelli de “La Zanzara”, noto e seguito programma di Radio24, sai già che il taglio è burlone.

Però le domande sono serie.

L’abilità sta nel tener testa a degli autentici professionisti della provocazione.

Premetto che non ho molte idee in comune con Cruciani, ma secondo me è un uomo intelligente che sa cogliere il sentire comune nel momento appropriato sul determinato argomento.

In questi giorni, ciò che fa discutere è la dottrina cattolica in materia di morale, in particolar modo di etica, legata al giusto comportamento sessuale.

Premesso che non capisco e non ho mai capito perché vi siano laicisti, aderenti ad altri credi, atei che sembrano volere a tutti i costi che la Chiesa Cattolica cambi idea, in senso, ovviamente, permissivista, su questa materia.

E’ strano perché il Cattolicesimo non obbliga all’adesione, non è l’Islam.

Inoltre, lo Stato è diventato ateo a suon di cannonate e violenza contro chi non voleva abbandonare il Credo e la civitas christiana, per cui si nota ancor di più l’anomalia dell’ingerenza costante di chi vorrebbe in ogni modo che il catechismo venisse profanato, violentato come le donne nel periodo delle marocchinate affinché esso venga riscritto e proclami, urbi et orbi, ciò che vuole il mondo: sesso con chiunque e a piacimento! Perversione libera!

Peccato? Basta, è roba da medioevo!

Sodomia? Normale esercizio dell’accoppiamento alternativo.

Lussuria, vizio capitale? No, bacchettoni che non siete altro! E’ virtù lecita, perché praticata da molti.

Bambini a una coppia omosessuale? Certo, perché anch’essa sarebbe una forma di famiglia.

L’amore? E’ un valore assoluto, senza regole né pudore, in nome del quale tutto si può, anzi si deve fare! E se non c’è l’amore? L’istinto animale abbia il sopravvento, perché, in questo caso, la ragionevolezza ed il buon senso sono questioni per bigotti, fino ad arrivare alla giustificazione dell’aborto, in quanto atto dovuto di fronte alla presenza di una “vita indesiderata”.

La questio viene, poi, estesa anche ai più grandicelli ammalati gravemente o agli anziani… Ecco, più o meno, i nemici esterni ed interni della Chiesa vorrebbero questi mutamenti di posizione, per stare al passo coi tempi, che sono così belli dalla Breccia di Porta Pia, ovvero da che comandano liberali e social-comunisti, che non c’è più ordine da nessuna parte, relativismo e nichilismo imperversano e la gente è tutta sempre più povera sia sul piano economico che spirituale, che umano.

Dal divorzio all’omosessualismo è visibile una lunga linea rossa che evidenzia l’attacco all’istituzione matrimoniale voluta da Dio.

Prima ancora della ribellione contro la natura e le sue leggi, si tratta di una ribellione all’ordine della creazione, stabilito una volta per tutte dal Creatore. A questo punto vien da chiedersi se vi sia una motivazione all’impurità. In virtù del suo libero arbitrio l’uomo può allontanarsi da Dio perché in virtù della sua natura caduta a causa del peccato originale è incline a fare così (cfr. Gen. 6,5).

Questa forma di apostasia, esaltata pubblicamente a partire dalla Rivoluzione Francese e in gran parte divenuta norma comune degli Stati acattolici figli dell’illuminismo, ha demolito progressivamente le radici classico-cristiane o, per meglio dire, aristotelico-tomiste della civiltà europea, già ricca anche dello ius dell’antica Roma e ha guidato l’uomo occidentale ad una superba autoesaltazione, al disprezzo per Dio e al peccato, che è disobbedienza, è una rivolta contro Dio per la volontà di divenire come dèi: conoscendo e determinando il bene e il male (cfr Gen. 3,5).

San Paolo scrive nella lettera ai Romani (1,24 – 25): “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, cosicché hanno disonorato i propri corpi fra di loro, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del Creatore, che è benedetto nei secoli”.

Esaminiamo ora l’edonismo, che pare essere diventato una virtù, che crea le vere discriminazioni tra persone, più o meno giovani. Esso è il sistema che afferma che solo il piacere è intrinsecamente desiderabile che solo il dispiacere (o il dolore) è intrinsecamente indesiderabile.

Gli atti di immoralità sessuale non possono trovare una giustificazione. Trasgredire la legge morale significa andare contro colui che quella legge ha stabilito, cioè Dio creatore. Il peccato è mortale laddove vi sia materia grave, pieno assenso e deliberato consenso nel compierlo. Ai laicisti potrà sembrare strano, ma il peccato è anche un’offesa alla ragione poiché va contro il bene supremo dell’uomo, cioè la sua salvezza eterna.

Di fronte a tanta corruzione della verità e della legge divina e naturale, la Chiesa ci insegna a riproporre come alternativa, unica e santificante, quella del Vangelo del matrimonio e della famiglia, formata da mamma, papà e figli.

S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire, uno dei primi padri della Chiesa (I/II secolo d. C.) asserisce nella sua Lettera agli Efesini: “Non illudetevi, fratelli miei; coloro che corrompono le famiglie non erediteranno il regno di Dio (cfr 1 Cor 6,9-10). Se coloro che così fecero secondo la carne furono puniti con la morte, quanto più non dovrà essere punito colui che con perversa dottrina corrompe la fede divina, per la quale Gesù Cristo è stato crocifisso? Un uomo macchiatosi di tale delitto andrà nel fuoco inestinguibile, e così pure chi lo ascolta”. Quindi l’ordine della Creazione viene assunto nell’ordine della Redenzione e pertanto dobbiamo sempre ricordare che la famiglia si basa sul dato naturale. Perciò, a coloro che si dicono cattolici ma professano altre dottrine, San Paolo replica (Lettera ai Galati, 1,6 – 10): «Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro Vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!».

 


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