Esclusivo. Di Leo: “C’è una chiara volontà d’impedire all’Africa di camminare da sola”

Esclusivo. Di Leo: “C’è una chiara volontà d’impedire all’Africa di camminare da sola”

Di Maria Luisa Donatiello

“C’è una chiara volontà d’impedire all’Africa di camminare da sola, sicuramente per una questione di opportunità di business. Il continente nero, infatti, è ricco di materie prime, dall’oro al petrolio, dai diamanti al cobalto, al ferro, rame, legame e via dicendo”.

Lo ricorda in questa intervista rilasciata ad InFormazione cattolica Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast (www.steadfast.ngo), un’organizzazione che lodevolmente si batte in difesa dei diritti umani e per la lotta alle tratte.

Presidente Di Leo ci racconta la nascita dell’Organizzazione Steadfast e la sua mission?

“Steadfast è un’organizzazione apartitica e aconfessionale fondata nel gennaio 2013 e nasce dall’incontro tra me e il professore nigeriano Edmund Agbo, socio fondatore, con l’intento di promuovere la cooperazione internazionale, la promozione della cultura e dello sviluppo dei Paesi del sud del mondo. Steadfast in Africa è impegnata su più fronti: nella lotta alle tratte di esseri umani come nel realizzare opere concrete aiutando lo sviluppo locale di determinate aree, dell’educazione e della sanità. L’azione si basa su uno scambio reciproco tra cultura occidentale e africana, una cooperazione appunto. All’Occidente “evoluto” non interessa che l’Africa cresca, progredisca, si sviluppi, non conviene! Così in tante occasioni si sono costruiti edifici e sono stati realizzati progetti in Africa da parte di occidentali senza offrire loro l’opportunità di apprenderne le metodologie di costruzione e progettuali. C’è una chiara volontà d’impedire all’Africa di camminare da sola, sicuramente per una questione di opportunità di business. Il continente nero, infatti, è ricco di materie prime, dall’oro al petrolio, dai diamanti al cobalto, al ferro, rame, legame e via dicendo. È quindi più comodo per un occidente, che è in una situazione di esaurimento di risorse, non permettere all’Africa di avere una sua totale stabilità e indipendenza. Così molti che agiscono, creando infrastrutture o altre attività, non condividono il sapere, ma offrono in cambio di una lavata di coscienza, il prodotto finito.  Come dire ti faccio fare un giro sulla Ferrari, ma non ti do le chiavi. Non ci può essere cooperazione se non c’è scambio culturale e conoscenza da parte dell’Occidente della cultura africana e viceversa. Il grande problema dell’Africa è la corruzione, la povertà e il grande divario economico, sociale, culturale che esiste tra i pochi ricchi e i tanti poveri. Il binomio povertà-tratta è inscindibile. Così assistiamo a viaggi della disperazione, venduti come sogni, ma che in realtà sono mercati di esseri umani”.

Molte sono le sedi operative di Steadfast, denominate “hotspot”, dislocate in diversi Paesi nel mondo, ma è certamente la Nigeria, “il gigante d’Africa”, la Nazione nella quale l’Organizzazione è più attiva. Quali sono i principali progetti realizzati in questi sette anni?

“L’opera più importante realizzata in Nigeria, dal quale desiderio e sogno è nata Steadfast, è il politecnico universitario sito in Enugu, città che ospita il nostro quartier generale. L’intenzione di realizzare l’Università è stata l’occasione di incontro tra me e Edmund e l’inizio della vocazione di Steadfast. I principali finanziatori della nostra Organizzazione, e quindi dei nostri progetti, vengono proprio dalla Nigeria. Un segno per noi molto importante, che demarca proprio la fiducia dei locali nei nostri confronti. Edificare un mondo nuovo, questo è il vero sogno! Noi se riusciamo a farlo, anche verso un solo villaggio, avremmo ripagate le tante fatiche e sforzi messi in campo, così ho sempre affermato ai tanti collaboratori. Tra i progetti da ultimare e che abbiamo molto a cuore vi è la realizzazione di un grande orfanotrofio che possa ospitare i circa 900 bambini, attualmente alloggiati in tre diversi orfanotrofi, dislocati in città diverse e diretti da una grande donna, Mercy. Lo scorso agosto 2019, Steadafast ne ha preso la paternità cercando di offrire ai tanti bambini la giusta e doverosa ospitalità, cura ed educazione. Da marzo 2019 cooperiamo con AiBi (Associazione Amici dei Bambini) per offrire un supporto in territorio nigeriano al fine di mettere in essere adozioni internazionali di bambini orfani o in stato di abbandono. Purtroppo la pandemia da Covid 19 sta rallentando inevitabilmente le attività, questa è però una sfida che accogliamo perseverando nel nostro operato”.

È noto l’impegno di Steadfast in difesa della vita. Oltre ai programmi ItalianAid e NigerAid, è lodevole il programma LifeAid, volto a tutelare il valore della vita umana.

“Il programma è nato con l’intento di realizzare una rete nazionale e internazionale di lobbying in difesa della vita, sensibilizzando sul tema bioetico del fine vita e soprattutto agendo per portare aiuto nei confronti delle persone, particolarmente bambini, che in uno stato di vulnerabilità vedono il loro diritto alla vita, violato. Il programma nasce con i casi dei piccoli Charlie Gard, Alfie Evans e Isaiah Hastrup. Steadfast dopo Alfie, Charlie e Isaiah ha seguito numerosi altri casi in più Paesi del mondo e con il programma LifeAid vuole dare una risposta alternativa alla deriva etica e morale e promuovere la difesa di ogni vita umana”.

 

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Oldest
Newest
Inline Feedbacks
View all comments