L’arcivescovo Gallagher: “l’accesso ai sacramenti è un servizio essenziale”


Di Emanuela Maccarrone

Le restrizioni approvate dai vari Stati stanno avendo un forte impatto sulle libertà delle persone. Tali misure sono giustificate come le uniche utili a scongiurare la diffusione del virus; tuttavia limitare ad oltranza le libertà fa molto discutere. Tra i diritti penalizzati, guarda caso, c’è la libertà di religione.

A denunciare il fatto non sono soltanto i fedeli, come sta accadendo in alcuni Stati europei, ma anche l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede.

In occasione del “Ministerial to Advance Freedom of Religion or Belief“, il terzo vertice annuale sulla promozione della libertà di religione tenutosi lo scorso 16 novembre in videoconferenza, è intervenuto in favore della libertà di religione.

L’Arcivescovo ha fatto notare il notevole contributo delle comunità religiose in questi tempi di emergenza Covid-19, non solo attraverso il loro impegno nell’assistenza sanitaria ma anche come strumenti indispensabili di supporto morale, di solidarietà e di speranza.

L’alto prelato ha poi ricordato l’importanza per i fedeli cattolici della partecipazione alle funzioni religiose, sostenendo che esse non sono un semplice ‘corollario’ della libertà di riunione, ma costituiscono una pratica fondamentale del credo cattolico e, pertanto, tutelate dal diritto di libertà di religione. “L’accesso ai sacramenti è ‘un servizio essenziale’“.

L’arcivescovo Gallagher ha manifestato la sua preoccupazione evidenziando “una serie di situazioni allarmanti che mettono in discussione la libertà di religione”, sottolineando che nonostante il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza da parte delle chiese e dei fedeli, i provvedimenti continuano a limitare la libertà di religione.

Oltre alle restrizioni dovute dalla pandemia l’Arcivescovo ha ricordato i diversi attacchi, violenti e blasfemi, che affliggono la libertà di culto. Egli ha riaffermato “la necessità del dialogo interreligioso e interculturale per promuovere la comprensione e il rispetto reciproco”, considerato come uno strumento necessario per una pacifica convivenza.

“C’è un diritto umano fondamentale che non va dimenticato nel cammino della fraternità e della pace: è la libertà religiosa per i credenti di tutte le religioni”, ha spiegato l’Arcivescovo.


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