Marijuana, pronomi ed altre amenità: le grandi battaglie per la giustizia della sinistra mondiale


Di Dalila di Dio

La Camera ha votato per legalizzare la marijuana! Questo progresso si deve all’instancabile organizzazione degli attivisti e delle comunità BIPOC [Black, Indigenous, and People of Colour] che non hanno mai abbandonato questa battaglia per la giustizia. 

Questo è il motivo per cui è NECESSARIO che in Georgia siano eletti Ossoff e Warnock!  La marijuana sarà legalizzata solo con l’apporvazione del SENATO. Il provvedimento NON PASSERA’ SENZA Ossoff e Warnock. Vi prego VOTATE.”

L’autrice di questo accorato appello è l’attrice americana Debra Messing, nota ai più per essere stata protagonista di Will & Grace, serie NBC andata in onda tra il 1998 ed il 2006 che vedeva protagonisti, ça va sans dire, l’omosessuale Will e la single Grace alle prese con le loro storie ambientate nell’Upper West Side di Manhattan.

La Messing, attivista Dem al limite del delirio, da mesi si spende perché Trump venga cacciato dalla Casa Bianca, sciorinando tutto il repertorio progressista senza sosta e soluzione di continuità: aborto, femminismo, black lives matter e terrorismo da covid sono i suoi cavalli di battaglia.

Con Biden President Elect apparente, ed una discreta maggioranza alla Camera, la partita si sposta, adesso, sul ballottaggio per il Senato in Georgia, decisivo per l’attribuzione della maggioranza nella Camera Alta di Washington quella da cui passa, per dirne una, la conferma dei giudici della Corte Suprema. 

 “La battaglia per la giustizia” – così scrive Messing – per la legalizzazione della marijuana è solo una delle grandi sfide dei liberal USA. Non c’è da sorprendersi se la fervente sostenitrice Dem individua nella legalizzazione della droga un ottimo motivo per scegliere questo o quell’altro senatore. 

È dal controllo del Senato che passa la possibilità per i Dem di mettere in atto quella agenda politica ultraprogressista votata da oltre ottanta milioni di americani, parecchi dei quali tornati dall’aldilà per l’occasione, lo scorso 3 novembre.

Biden ha recentemente individuato tra le sue priorità Covid e clima – nominando John Kerry suo inviato speciale – mentre la Harris segna il passo con le sue battaglie femministe, pro aborto e LGBT friendly. 

D’altronde, in Italia non stiamo messi meglio: in piena “pandemia” le grandi emergenze del Paese sono la legge Zan/Scalfarotto/Boldrini – indispensabile ed urgentissima, attesa l’asserita escalation di incontrollabili violenze a sfondo omotransfobico nel Paese –  e la conversione del D.L. 130/2020, recante disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, sostanzialmente il provvedimento con cui, una notte di ottobre, il Governo che “non lavora col favore delle tenebre” ha cancellato i decreti Salvini. 

Famiglia, lavoro, istruzione sembrano essere argomenti totalmente privi di interesse per i democratici di tutto il mondo: a questa gente non importa dei milioni di persone che hanno perso il lavoro a causa della “pandemia”, delle giovani coppie che non possono costruire una famiglia o avere dei figli perché lo Stato non li aiuta in alcun modo o degli imprenditori che si suicidano per la vergogna di aver perso tutto e di non poter onorare gli impegni presi.

Ciò che per le persone comuni è fondamentale non ha alcuna importanza, per questa gente. Vivono in una bolla di autocompiacimento nella quale creano sciocche emergenze a cui dare stupide – ma pericolosissime – risposte per nutrire il proprio ego ed alimentare un elettorato che non si pone domande perché troppo intento a strillare che gli altri sono cattivi, ignoranti, gretti ed andrebbero eliminati.

Quello che davvero conta è avere 7 donne su 7 nell’ufficio comunicazioni della Casa Bianca – evidentemente non c’era un uomo, nemmeno uno, all’altezza della carica in tutti gli Stati Uniti d’America – aprire a chiunque voglia mettere piede in Italia clandestinamente, garantire che nelle Marche ogni donna possa abortire con una compressa ed usare il pronome giusto per appellare Ellen/Elliot Page. 

Immigrati, LGBT e aborto. 

E non è escluso che da un momento all’altro si svegli Fiano con la sua storica ed immarcescibile battaglia contro le mani sui fianchi ed altre posture fasciste!

STAY TUNED.

 


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ottimo contenuto e piacevole la forma