Ecco perché fare Religione Cattolica a scuola, anche se il governo penalizza gli insegnanti


A cura della Redazione di (In)Formazione Cattolica

Dal prossimo 4 gennaio si apriranno le iscrizioni al nuovo anno scolastico e gli nostri studenti che iniziano i diversi cicli scolastici e i loro genitori saranno chiamati anche a scegliere se avvalersi dell’IRC.

Anche gli studenti degli altri anni del percorso scolastico potranno modificare la loro scelta. Molti ancora oggi confondono l’IRC con la catechesi parrocchiale e la presenza degli insegnanti di religione nella scuola con quella dei catechisti.

Proprio per aiutare i giovani e i genitori, le Diocesi del Triveneto hanno preparato due brevi filmati per spiegare l’importanza della scelta di avvalersi dell’Insegnamento della Religione Cattolica.

Un filmato è rivolto ai più piccoli e ai loro genitori.

Eccolo:

Un filmato è rivolto ai ragazzi e ragazze dai dodici/tredici anni in su.

Eccolo:

 

Intanto, in merito alla stabilizzazione dei precari storici della scuola, ed in particolare degli insegnanti di religione cattolica, i direttori delle Diocesi lombarde (don Michele Cortinovis di Bergamo, don Raffaele Maiolini di Brescia, don Andrea Messaggi di Como, Omar Cominelli di Crema, don Giovanni Tonani di Cremona, don Alfonso Rossetti di Lodi, don Marco Cavallaro di Mantova, don Gian Battista Rota di Milano, Carmela Sacchi di Pavia e don Felice Locatelli di Vigevano) hanno recapitato ai propri insegnanti di religione delle scuole dell’Infanzia, Primarie, Secondarie di 1° grado e 2° grado, il testo che segue:

Gentili docenti,
siamo ormai giunti nel mese di dicembre, tempo che ci trova tutti impegnati ad avere lo sguardo rivolto a quella Nascita che ha originato il vostro essere insegnanti di religione cattolica.

Siamo anche ben consapevoli dell’avvicinarsi della data del 31 dicembre, termine ultimo per l’eventuale indizione di un concorso con le caratteristiche descritte dall’articolo 1bis della Legge 159/2019.

Abbiamo seguito e seguiamo con molta attenzione gli sviluppi di tutta la vicenda, confrontandoci costantemente tra noi direttori e responsabili degli Uffici IRC diocesani, sostenuti non solo dai nostri singoli vescovi, ma anche dell’intera Conferenza Episcopale Lombarda e interloquendo direttamente con il Responsabile Nazionale del Servizio IRC.

La nostra posizione è sempre stata unica e trasparente: salvaguardare e valorizzare prioritariamente l’esperienza accumulata in modo continuativo da voi che, riconosciuti idonei, avete svolto almeno 36 mesi di servizio con incarico annuale. Ci attendiamo, pertanto, per l’Insegnamento della Religione Cattolica un trattamento da parte dello Stato pari a quello già attuato per tutte le altre discipline.

Convinti del valore culturale e formativo dell’Insegnamento della Religione Cattolica e condividendo le vostre preoccupazioni, vogliamo assicurarvi la nostra vicinanza e il nostro impegno fattivo a vostro servizio, anche in vista di una eventuale preparazione concorsuale.


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