Il rinnovamento della Chiesa e l’esempio di S. Giovanni Evangelista


IL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA DIPENDE QUINDI DALLA RIGENERAZIONE DELLO SPIRITO SANTO CHE SEGUIRÀ AL RITORNO DEI SACERDOTI ALL’ADORAZIONE EUCARISTICA E ALL’ESEMPIO DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA, «CHE CON LA VERGINE MARIA ADORAVA E COMPIVA ATTI DI RIPARAZIONE PER GLI ALTRI APOSTOLI»

Di Giuseppe Brienza

La Domenica della Parola è una giornata speciale indetta da Papa Francesco per esortare tutti i fedeli a leggere e a meditare la Bibbia. È stata istituita con la lettera apostolica in forma di motu proprio Aperuit illis (30 settembre 2019) con data della celebrazione fissata ogni anno nella III Domenica del Tempo Ordinario in prossimità della “Giornata di dialogo tra ebrei e cattolici” e della “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”. Si tratta di una scelta che, ha spiegato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio perla promozione della nuova evangelizzazione, «intende segnare un ulteriore passo nel dialogo ecumenico, ponendo la Parola di Dio nel cuore stesso dell’impegno che i cristiani sono chiamati a realizzare quotidianamente».

La prima Domenica della Parola, celebrata il 26 gennaio 2020 in Vaticano, per la prima solenne edizione ha visto il Santo Padre presiedere la Santa Messa nella basilica di San Pietro con accanto all’altare della Cattedra la statua originale di Nostra Signora di Knock, patrona dell’Irlanda. In questa apparizione del lontano 1879,ha affermato mons. Fisichella, la Madre di Dio indica in San Giovanni Evangelista «il Vangelo che siamo tenuti a fare nostro e il cammino che ci aspetta in vista dei tempi ultimi» (cit. in Nicola Gori, La Scrittura è vita, in L’Osservatore Romano, 18 gennaio 2020, p. 8).

Il rilievo avuto da queste apparizioni nella prima celebrazione della Domenica della Parola ha richiamato il contenuto delle rivelazioni private che “un Monaco Benedettino” starebbe ricevendo, «nel silenzio dell’adorazione», dal 2007.Sono state raccolte (fino al 2016) nel libro In Sinu Jesu. Quando il Cuore parla al cuore. Il Diario di un Sacerdote in Preghiera, tradotto dall’originale inglese dalla casa editrice cattolica Ancilla [Conegliano (TV) 2020, pp. 320, € 16, www.ancilla.it]. Il religioso figlio di san Benedetto da Norcia, probabilmente irlandese, che da 13 anni sta parlando con Gesù Cristo, la Madre Santissima e il Padre eterno, ha trasmesso tra l’altro il desiderio della Madonna «che Knock diventi un luogo di pellegrinaggio per i sacerdoti» (rivelazione privata del 5 febbraio 2008, p. 34).

«Qui a Knock – avrebbe detto la Madre di Dio al Monaco Benedettino autore di In Sinu Jesuvoglio rivelarmi ai sacerdoti come Vergine Sposa e Madre. È un segreto che ho tenuto nel mio Cuore per questo tempo di prova per la Chiesa. Ad ogni sacerdote che lo desidera e me lo chiede, Io darò le grazie di vivere alla mia presenza di Vergine Sposa – questa fu la vocazione data a San Giuseppe – e di vivere in mia presenza come Madre – questa fu la vocazione data a San Giovanni quando, dalla croce, mio Figlio mi ha affidata a lui, e lui a me -. Voglio che i sacerdoti inizino a venire a Knock. Voglio che vengano con il loro vescovi. Il desiderio del mio Cuore misericordioso e Immacolato è che Knock diventi una sorgente di purezza, santità e rinnovamento per tutti i sacerdoti, a cominciare da quelli d’Irlanda» (ibid., p. 35).

Altrove è lo stesso Gesù Cristo a rivelare al religioso benedettino che a Knock la Madonna «piange e intercede per i suoi figli d’Irlanda, ma soprattutto per i suoi figli sacerdoti che hanno perso la strada in una terra di nebbie e di pericoli spirituali nascosti ad ogni angolo» (rivelazione privata del28 settembre 2011, p. 34).

Convinto che dalle locuzioni interiori ricevute possa scaturire una nuova Pentecoste sacerdotale, l’autore di In Sinu Jesu le ha raccolte su richiesta di Nostro Signore nel testo recentemente pubblicato in Italia, dopo essere stato tradotto dall’inglese in 8 lingue (francese, tedesco, polacco, portoghese, rumeno, indiano, ungherese, italiano).

Come sappiamo e ribadisce nel modo più autorevole il Catechismo della Chiesa Cattolica, le rivelazioni private, pur non appartenendo al deposito della fede, possono «aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica» (n. 67). Nell’Introduzione al testo, anonima anche questa e firmata da “un Oblato Benedettino”, leggiamo in proposito: «Nel 2007, Nostro Signore Gesù Cristo e Maria Santissima iniziarono a parlare al cuore di un monaco benedettino nel silenzio dell’adorazione. Egli si è sentito spinto a scrivere ciò che riceveva, così è nato In Sinu Jesu, le cui pagine brillano di una intensa luminosità, di un fervore che scalda il cuore, che dà motivazione, speranza e coraggio ai cattolici di oggi, secondo le esigenze interiori ed esteriori del nostro tempo. Le pagine di questa considerevole annotazione di comunicazioni spirituali tratta e si immerge in molti aspetti fondamentali della vita spirituale: l’amare e l’essere amati da parte di Dio, la pratica della preghiera in tutte le sue dimensioni, la potenza incommensurabile dell’adorazione Eucaristica, l’abbandono alla divina provvidenza, l’elogio del silenzio, l’importanza della preghiera liturgica e dei sacramenti, il mistero del Santo Sacrificio della Messa, l’identità sacerdotale e la fecondità apostolica, il ruolo della Vergine Maria e dei santi nelle nostre vite, il peccato, le ferite, la misericordia, la guarigione e la purificazione, il desiderio del Paradiso e l’atteso rinnovamento della Chiesa Cattolica sulla terra. Queste pagine sono in perfetta armonia con l’insegnamento della Sacra Scrittura, la Tradizione Cattolica e i ben noti capolavori dei mistici; il libro, infatti, ha ottenuto l’Imprimatur ed è stato pubblicato da una Casa Editrice di New York [Angelico Press, 2016] che lo sta diffondendo negli Stati Uniti, dove sta influenzando la vita spirituale di laici e soprattutto sacerdoti e religiosi che lo hanno letto» (pp. II-IV).

In effetti, oltre all’Imprimatur concesso l’11 ottobre 2016 dal Vescovo di Meath (Irlanda) mons. Michael Smith, parole di elogio alla pubblicazione sono spese – il testo è riportato nelle prime pagine del libro – da significative personalità del mondo ecclesiale anglosassone. Si inizia con il card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, che legge nelle pagine di In Sinu Jesu «le grazie che un sacerdote ha sperimentato nella sua vita attraverso il potere di guarigione e rafforzamento provenienti dall’adorazione Eucaristica» per terminare con quelle del teologo statunitense David W. Fagerberg, docente nell’Università di Notre Dame (South Bend, Indiana). Secondo il prof. Fagerberg, autore fra l’altro del saggio “Consecrating the World. On Mundane Liturgical Theology” (2016), il messaggio principale proveniente dalle rivelazioni private è quello di «invitare i sacerdoti e tutti i fedeli a tornare al Sacramento dell’Amore. L’autore di In Sinu Jesu ha sentito la chiamata ad avvicinarsi al luogo in cui Cristo abita in mezzo al suo popolo; il luogo dove adorare il suo volto Eucaristico. In questo sta il potere conferito al sacramento del sacerdozio, rafforzato per un ministero più disinteressato».

Al Monaco Benedettino che ha scritto queste luminose pagine, in effetti, sarebbe stata affidata da Cristo la missione di «sacerdote adoratore» nell’attuale passaggio drammatico di crisi del sacerdozio e della Chiesa. «Voglio sacerdoti adoratori e riparatori» (p. 2), gli dice anzitutto Gesù nella prima delle rivelazioni, annotata nel giorno della festa del beato Columba Marmion O.S.B. (1858-1923), il 3 ottobre del 2007. Pastori chiamati dal Signore a «vivere nei luoghi celesti, mentre sono ancora sulla terra» (p. 18), ricorrendo alla intercessione di un profeta dei nostri tempi come San Giovanni Paolo II, poiché l’autore di In Sinu Jesu scrive: «mi è stato dato di capire che anche l’intercessione di Giovanni Paolo II avrebbe avuto un ruolo nell’ottenere attraverso Maria questa grazia della Pentecoste sacerdotale» (commento dell’autore alla rivelazione privata ricevuta l’8 ottobre 2007, p. 9).

Il rinnovamento della Chiesa dipende quindi dalla rigenerazione dello Spirito Santo che seguirà al ritorno dei sacerdoti all’adorazione eucaristica e all’esempio di San Giovanni Evangelista, «che con la Vergine Maria adorava e compiva atti di riparazione per gli altri Apostoli» (diario del 5 ottobre 2007, p. 4). Solo così, avrebbe detto sempre Gesù all’autore di In Sinu Jesu, il Salvatore potrà parlare di nuovo al cuore dei pastori, «così come parlavo al cuore del mio amato discepolo Giovanni, l’amico del Mio Cuore, il sacerdote del Mio Cuore aperto» (rivelazione privata dell’8 ottobre 2007, p. 5).

 

in Il Corriere del Sud n. 4
anno XXIX/2020, p. 3


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