Lasciateci vivere la Santa Pasqua


“Cari politici che siete così premurosi per la nostra vita fisica e così indifferenti alla nostra vita spirituale: sappiate che per un cristiano non può concepirsi l’una senza l’altra…”

Di Antonella Paniccia

Nella mia chiesa parrocchiale oggi c’è stata l’esposizione del Santissimo Sacramento e la preghiera di Adorazione.

Nei giorni precedenti, il parroco si era mostrato un po’ preoccupato: ”Esporrò il Santissimo…ma verranno i fedeli a visitarlo? Oppure resterà da solo?”. 

Domande lecite, soprattutto ora che nella nostra città la vita pare essersi fermata: chiuse le scuole di ogni ordine e grado, sospeso il catechismo, chiusi bar, ristoranti, pizzerie, palestre.

La paura, dunque, torna a serpeggiare fra le persone.

Bene, vi sembrerà strano ma la chiesa oggi era piena di fedeli, tutti i posti possibili erano stati occupati nel rispetto delle norme anti-covid.

Ma come, direte voi: nessuna paura dei contagi? No, nessuna! Tante persone presenti erano lì, in ginocchio e pregavano con gli occhi fissi sul tabernacolo mentre una strana, immensa, sensazione di pace, di calore, di tranquillità sembrava aleggiare in chiesa. 

Ecco, una risposta più bella e più eloquente all’interrogativo del parroco non avrebbe potuto esserci! I fedeli c’erano. C’erano tutti quelli che erano ben consapevoli di andare ad un appuntamento irrinunciabile. D’altronde: chi mai oserebbe rifiutare l’invito di un re? Dico di un re qualsiasi. Figuriamoci allora quando si tratta del Re dei Re! E Lui era lì, luminoso, bello, con raggi di luce aurea che si irradiavano dal bellissimo ostensorio, su un altare che era un tripudio di fiori, di primavera e di vita.

Egli era lì per ascoltare: te, me, tutti… uno per uno. Ogni persona pareva avere la mente traboccante di pensieri da consegnargli, di preoccupazioni da deporre ai piedi dell’altare, di dolori da far trasformare in consolazioni.

A me è pure capitato di distrarmi, avevo tanti nomi in testa da ricordare e, per non dimenticarne nessuno, alla fine ho pensato: ”Signore, Tu li conosci tutti meglio di me, sai già i loro problemi senza che io Te li esponga. Tu sai persino chi leggerà il mio post e avrà il desiderio di riconoscersi fra le tante persone ricordate, come se fosse stato qui adesso, con Te! Io allora Ti prego per ognuno di loro… per chi è malato in ospedale, per chi è solo e dimenticato da tutti, per quanti sono rimasti senza lavoro, per coloro che hanno subìto la perdita di una persona cara, per gli sposi che attraversano difficoltà nel matrimonio, per chi sente la nostalgìa delle persone care che non ci sono più, per quelli che ancora non desiderano incontrarTi e riconoscerTi come Dio e come Re della loro vita”.

Mi sono emozionata molto nel sentire l’intensa partecipazione di tutti alle preghiere e ai canti, e nel constatare quanto la gente abbia bisogno di cercare Dio, di incontrarLo nel Santissimo Sacramento perché è la fede che ti fa osare, che ti dona la libertà, che sconfigge le tue paure.

Come avrei voluto che fossero state presenti anche tante personalità politiche, quelle che contano, che decidono della nostra vita e, magari, poi ci chiudono le chiese e ci lasciano senza la Santa Pasqua.

Signori politici, rivolgo un appello a voi che siete così premurosi per la nostra vita fisica e così indifferenti alla nostra vita spirituale: sappiate che per un cristiano non può concepirsi l’una senza l’altra.

Credo che tutti abbiate studiato al liceo (forse ve n’è rimasta qualche reminiscenza) il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi e, soprattutto, quel celebre versetto finale che diceva: ”Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morranno ne le peccata mortali; Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no’l farrà male.”. 

Che siate credenti o non credenti, penso che non possiate restare indifferenti dinanzi alle parole di questo santo frate. Esse, dopo otto secoli, mantengono immutata una potente verità: dalla morte corporale nessun uomo può fuggire, guai a quelle persone che moriranno nei peccati mortali.

Beati coloro che la morte troverà nella santissima volontà del Signore (senza peccati mortali) perché ad essi la morte corporale, la morte “seconda”, non farà male. 

Parole che scavalcano i secoli e sono un monito, dunque, a non ripetere l’errore dello scorso anno, un invito a lasciarci vivere serenamente le celebrazioni della Santa Pasqua, come Dio comanda.


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