Pallavoliste “politicamente scorrette” dicono no alle norme islamiche


“ANDIAMO LÌ PER FARE IL NOSTRO MESTIERE MA CI VIENE IMPEDITO DI INDOSSARE I NOSTRI ABITI DA LAVORO”.

Di Lorenzo Capellini Mion

Le star del beach volley tedesche hanno annunciato la loro intenzione di boicottare un torneo del World Tour che si terrà a Doha (Qatar) a causa del divieto di indossare il bikini disposto dal Paese ospitante.

“Andiamo lì per fare il nostro mestiere ma ci viene impedito di indossare i nostri abiti da lavoro. Questo è l’unico Paese, e di conseguenza l’unico torneo, dove un governo ci vuole imporre come fare il nostro lavoro e noi non lo accettiamo”

Ha dichiarato Karla Borger, a nome anche di Julia Sude con cui forma il duo vice campione del mondo. Bravissime e coraggiosissime.

E’ andata male, invece, ad una pallavolista che è stata licenziata perché incinta.

“Incinta, citata per danni. E’ la fotografia di un film drammatico se non fosse la realtà purtroppo. Su Repubblica Lara Lugli ha denunciato il comportamento del Volley Pordenone, spiegando che aspettare un bambino significa andare incontro alla rescissione del contratto di lavoro. E’ così che pensiamo di far (de)crescere il nostro Paese? E il diritto alla maternità dove è finito?”.

Così ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia onlus sul caso della pallavolista che si è vista comunicare dal suo club, il Volley Pordenone, l’impossibilità di proseguire la stagione per la sua gravidanza.

“C’è bisogno di vere politiche familiari: è necessario un sostegno economico alle madri dalla gravidanza fino ai primi anni di vita del bambino. Purtroppo queste non sono eccezioni ma veri e propri fronti di guerra che le donne devono affrontare quotidianamente. Si parla tanto di parità di genere, bene allora si cominci dalla tutela delle donne incinta che portano nel loro grembo il futuro dell’Italia: i nostri figli!”, ha aggiunto il vice presidente Jacopo Coghe.

“Purtroppo fa più rumore una Beatrice Venezi che a Sanremo dice di volersi far chiamare Direttore d’orchestra, sollevando un vespaio politicamente corretto e assoggettato al pensiero unico, che la povera Lara e tantissime altre donne come lei che non trovano lo stesso sostegno indignato da parte delle femministe, dei boldriniani e compagnia bella”, hanno concluso da Pro Vita & Famiglia.

 


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