Il cardinal Krajewski: “ho avuto la necessità interiore di ricercare don Dolindo Ruotolo”


“MI SONO INGINOCCHIATO DAVANTI ALLA SUA TOMBA, ORNATA DA MIGLIAIA DI FOTOGRAFIE E DA PICCOLI BIGLIETTI CON LE PREGHIERE DEI SUOI DEVOTI. HO BUSSATO TRE VOLTE SULLA SUA TOMBA”

Di Konrad cardinal Krajewski*

Appena ho iniziato a leggere questo libro e l’Atto di abbandono a Gesù di don Dolindo, ho sentito la necessità interiore di andare al più presto possibile sulla sua tomba. Non potevo aspettare. Nessuno mi poteva fermare. Era domenica, verso mezzogiorno. Mi sono messo subito in viaggio, diretto a Napoli. Da Roma sono solo 260 chilometri. Strada facendo mi risuonavano le frasi appena lette: «Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà»; «Ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazione spinose»; «Avete poche grazie quando vi assillate per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me»; «Se mi dite davvero: “sia fatta la tua volontà”, che è lo stesso che dire: “pensaci tu”».

Durante il viaggio rivedevo, come in uno specchio, tutta la mia vita di elemosinerie, il braccio caritativo del Santo Padre; mi confrontavo con le parole appena lette e mi toccava la frase che «opera divinamente chi si abbandona a Dio». Ma io confido totalmente in Gesù? Faccio la sua volontà oppure la mia? Durante la mia giornata, tra mille cose da fare, si santifica il suo o il mio nome? Mi tornava continuamente alla mente la frase che Gesù fa «i miracoli in proporzione del pieno abbandono in me» e che «nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi».

Non so quanto tempo ho impiegato per arrivare a Napoli, ma tante volte lungo il viaggio ho ripetuto ad alta voce: Gesù pensaci tu. Mi abbandono in te. Pensaci tu! Finalmente, e con fantasia, ho parcheggiato in uno dei più popolari quartieri di Napoli. La grande porta verde della chiesa in cui riposa don Dolindo era chiusa. Sopra un cartoncino si leggeva: “Chiamare Salvatore” (sic!) e il suo numero di cellulare. Ho subito telefonato, ma non c’è stato nulla da fare: la voce in dialetto categoricamente mi ripeteva che la rettoria, senza nessuna eccezione, si riapriva lunedì mattina.

Allora sono andato a Pompei per aspettare il benedetto lunedì. Di mattina presto, ero il primo che entrava nella chiesa di don Dolindo. Mi sono inginocchiato davanti alla sua tomba, ornata da migliaia di fotografie e da piccoli biglietti con le preghiere dei suoi devoti. Ho bussato tre volte sulla sua tomba per seguire la sua frase lì incisa: «Anche dalla tomba io ti rispondo, confida in Dio».

Sono così rientrato in Vaticano, non solo per finire la lettura del libro da poco cominciato ma per chiudere placidamente gli occhi dell’anima e dire con fiducia: sia fatta la tua volontà, che vuol dire: pensaci tu, Signore!

A tutti i lettori di questo libro auguro di compiere lo stesso viaggio interiore, e perché no anche reale, a Napoli.

 

 

* Elemosiniere di Sua Santità papa Francesco,
Prefazione al libro “Don Dolindo Ruotolo: Gesù, pensaci Tu!”
(Edizioni San Paolo 2021, pp. 352, euro 19)


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Un viaggio stupendo anch’io dico sempre sia fatta la tua volontà, io che sono incapace di pregare bene. Allora chiedo il Suo aiuto ogni giorno. Pensaci TU.
Tu Signore conosci il mio desiderio di stare con TE.
Lode a TE O Cristo Gesù e Ave Maria.

Don Dolindo prega per noi, che siamo tutti bisognose della Grazie Divina. Amen

Si leggo spesso anch’io la preghiera dell’abbandono e mi sento accompagnata anche
là dove non vorrei invece andare .. è il gigante dell’Umiltà desidero tanto andare anch’io sulla sua tomba e inginocchiarmi e ringraziarlo del suo Sì a Dio e per imparare a dire anche il mio Sì.. e a non brontolare grazie Dolindo (che significa dolore) Yvonne – Verona