Giudicare i fatti del mondo per noi cattolici è un dovere


SIAMO CHIAMATI ALLA CORREZIONE FRATERNA

Di Gian Piero Bonfanti

Spesso siamo portati a considerare tutto quello che accade nel mondo come qualcosa di lontano, qualcosa che non ci appartiene, ma soprattutto che non sia determinante per la nostra vita, la nostra quotidianità.

Così ci estraniamo dal giudicare i fatti ripetendo il solito mantra “chi sono io per giudicare?”

Ebbene noi siamo tenuti a dare un giudizio su ciò che avviene, perché è proprio la nostra coscienza che determina ciò che è giusto o ciò che è sbagliato.

In caso contrario vivremmo in un mondo senza verità dove ognuno potrebbe fare qualsiasi cosa nel bene, ma soprattutto nel male.

Per noi cattolici inoltre gli insegnamenti di Cristo perderebbero il loro valore fondamentale.

Allora cerchiamo di non vedere e non sentire ciò che ci accade intorno oppure involontariamente cerchiamo di dimenticare anche ciò che è  accaduto recentemente.

Per fare un esempio, proviamo a fare un piccolissimo passo indietro nel tempo e torniamo al periodo delle truffaldine elezioni presidenziali americane.

Tutti si ricorderanno la campagna mediatica diffamatoria nei confronti dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.

E’ stato descritto nel corso del suo mandato come un mostro, come colui che discriminava, incapace nel suo ruolo e buffo nei suoi modi, con il suo ciuffo biondo indigesto a molti. Ne sono state dette di tutti i colori su di lui dipingendolo come una sorta di “criminale verso l’umanità”, sino ad arrivare ad insultare la sua bellissima moglie.

Abbiamo assistito ad un tifo immotivato per il suo antagonista, un anziano signore con più di 40 anni di esperienza di politica ad alti vertici sulle spalle e con una vita  non del tutto trasparente.

Abbiamo dovuto digerire pareri di persone che hanno dipinto Joe Biden come un cattolico modello, anche se tutti sapevano che è favorevole all’aborto e che la linea democratica americana  viene finanziata dalle cliniche abortistiche più importanti al mondo, come ad esempio Planned Parenthood.

Abbiamo visto i pacifisti di tutto il mondo sbracciarsi e stracciarsi le  vesti contro Donald Trump nonostante sia noto non aver mai fatto partecipare gli USA ad un conflitto armato durante il suo mandato, mentre  parteggiavano invece per Joe Biden, che in meno di un mese è già riuscito a far bombardare con jet americani una regione della Siria, ed a mettere le basi per incidenti diplomatici con Russia e Cina.

Coloro che difendevano i migranti hanno basato la campagna d’odio sulla costruzione di un muro situato tra USA e Messico, terminato durante il mandato dell’ex presidente repubblicano, senza ricordare però che i lavori dello stesso incominciarono durante le amministrazioni di Bush e di Clinton ad inizio anni ’90.

Ora gli stessi probabilmente gioiranno quando Joe Biden durante un’intervista alla ABC si riferisce ai migranti lanciando il messaggio “Non venite. Non lasciate le vostre città, le vostre comunità”.

O ancora quando lo stesso sottolinea “stiamo rimandando indietro le persone”.

Ma niente, nell’immaginario collettivo Biden rimane il buono, quello dalla parte dei deboli, colui che si prodiga in atti d’amore e generosità.

Tutto questo grazie ad informazioni manipolate e prese di posizione non trasparenti.

Tornando all’inizio del nostro articolo, cerchiamo di non dimenticarci del passato, soprattutto se recente, manteniamo la capacità di analizzare gli avvenimenti e conserviamo il nostro senso del giudizio.

Solo così potremo sviluppare la consapevolezza di cosa sia giusto o sbagliato nelle nostre vite.

Quanto dice Gesù nel Vangelo  (Vangelo di San Matteo, 7,1): “Non giudicate per non essere giudicati (..)” viene spesso strumentalizzato, estrapolato da tutto il resto,  per giustificare qualsiasi comportamento  immorale.

Si ignora ad esempio che in altro passo del Vangelo Gesù dice: “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio” (Vangelo di San Giovanni, 7,24).

Allora cosa intende Gesù col “non giudicare”? Non significa di certo astenersi dall’avere un senso critico e una capacità di esaminare e valutare le cose che accadono.

Gesù invita a non giudicare le intenzioni delle persone, perché Lui solo sa vedere quel che c’è nei cuori.

Quindi non solo noi possiamo giudicare ma é un dovere che rientra nel discernimento che ci permette di scegliere tra ciò che é bene e ciò che é male.

Tant’è che in molti passi della Sacra Scrittura siamo chiamati alla correzione fraterna nei confronti del fratello che sta errando. Ad esempio in Ezechiele 3,19: “se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato”.

Gesù dice: “Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli” (Vangelo di San Luca, 17,3).

Non dimentichiamoci quindi che la correzione fraterna é per il bene delle anime; consiste in quell’ammonire i peccatori che rientra  nelle opere di misericordia spirituali, molto più importanti di quelle corporali.

Camminiamo quindi sui passi di Gesù e cerchiamo di non aver paura a dire la verità.


Subscribe
Notificami
1 Commento
Oldest
Newest
Inline Feedbacks
View all comments

Per me è veramente assurdo che un giornale di stampo cattolico faccia politica in un momento delicato come questo. Ritengo che bisogna fermarsi e concentrarsi sui fedeli sull’assistenza a coloro che hanno perso il lavoro, su coloro che vivono la difficoltà della sopravvivenza e lasciare la politica a chi fa politica. Cosa direbbe Gesù di questo articolo? Direbbe probabilmente che a lui non interessano le cose di quaggiù ma le cose che ci possono portare al Padre.