Anche il cardinal Schönborn all’attacco del Papa e della CDF


Il porporato apre alle benedizioni per le coppie gay, alcuni fedeli austriaci ne chiedono la rimozione

Di Angelica La Rosa

La decisione della Congregazione vaticana per la dottrina della fede, espressamente avallata dallo stesso Papa Francesco, secondo la quale la Chiesa cattolica non ha l’autorità per benedire le unioni omosessuali, sta portando allo scoperto le voci di chi, nella Chiesa, relativamente a questa materia, sta agendo contro gli insegnamenti biblici.

L’ultima voce a sollevarsi in contrapposizione al bimillenario magistero della Chiesa Cattolica, attraverso un’intervista concessa a Kathpress e ai media dell’arcidiocesi di Vienna (“Der Sonntag” e “Radio Klassik Stephansdom”) è niente di meno che quella di un porporato, il cardinale austriaco Christoph Schönborn, che si è definito “non contento” della dichiarazione perché, secondo lui, molte persone si sentirebbero “ferite” dalla spiegazione fornita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

L’unica cosa che è stata percepita dal pubblico è stato un “no”, ha avuto la faccia tosta di dire il cardinale. “E un ‘no’ alla benedizione; e questo è qualcosa che ferisce profondamente molte persone”.

Secondo il cardinale sia per le coppie dello stesso sesso, che per i divorziati risposati o i non sposati con il rito religioso, “se la richiesta di benedizione non è uno spettacolo, se la richiesta di benedizione è onesta”, se è davvero “la richiesta della benedizione di Dio per uno stile di vita, in qualunque situazione, di due persone che cercano di camminare insieme, allora non si può negare loro questa benedizione”.

“Come prete o vescovo”, ha detto Schönborn, “dico che è importante che tu viva a modo tuo sulla base delle virtù umane, senza le quali non c’è collaborazione al successo. E questo merita una benedizione”.

Schönborn ha affermato che una benedizione non è una ricompensa per un buon comportamento, “ma una richiesta di protezione, di aiuto dall’alto. A volte capita anche a me per strada che le persone mi chiedano una benedizione. Quindi ovviamente non chiedo prima delle loro condizioni di vita e della loro situazione, ma mi piace dare loro questa benedizione perché queste persone ovviamente pensano: ‘la vita, senza la benedizione di Dio, è molto più esposta di quanto non sia già al male”.

L’arcivescovo di Vienna ha spiegato che “molte madri benedicono i loro figli. Mia madre lo fa ancora oggi. Io non me ne vado di casa senza che lei mi benedica. Una madre non rifiuta di benedire suo figlio o sua figlia anche se ha problemi di vita”.

La Chiesa, ha detto il cardinale, “deve insegnare, ma prima di tutto è madre. E molti omosessuali sono particolarmente sensibili a questa domanda: ‘la Chiesa è anche per noi una madre?”.

Secondo il porporato “è per questo che questa dichiarazione ha colpito molti in modo particolarmente doloroso”, perché si “sentono di essere rifiutate dalla Chiesa”.

Molti fedeli cattolici austriaci, sul web, si augurano che il cardinale sia rimosso al più presto dalla carica di Primate della Chiesa d’Austria, una chiesa che sta subendo una emorragia continua di fedeli che non praticano più la loro fede anche a causa del cattivo esempio dato da alcuni pastori.

 


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