Il vescovo di Aquisgrana getta la maschera e si mostra pro gay. La Congregazione dei Vescovi che cosa aspetta ad intervenire?


MONSIGNOR HELMUT DIESER HA PARTECIPATO A UNA RACCOLTA DI FIRME SPONSORIZZATA DA ZDK E DALLA LOBBY LGTB…

Di Angelica La Rosa

Nei giorni scorsi è cresciuta l’aperta opposizione di un gruppo di vescovi tedeschi, e di organizzazioni da loro finanziate, a quando disposto da Papa Francesco, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, in merito all’impossibilità per la Chiesa Cattolica di benedire le unioni omosessuali.

Alla diocesi di Limburgo, guidata dal vescovo monsigno Georg Bätzing, numero uno dei vescovi di Germania (che ha aggiornato il logo del proprio profilo su Facebook inserendo un’immagine “arcobaleno” e l’hashtag #LoveIsNoSin, cioè “l’amore non è peccato”), al vescovo di Essen, monsignor Franz-Josef Overbeck (che ha scritto una lettera a tutti i parroci della sua diocesi spiegando di essere contrario a quanto deciso dalla curia romana), si è aggiunto il vescovo di Aquisgrana, monsignor Helmut Dieser, che ha definito il “no” del Vaticano alle benedizioni delle coppie omosessuali come “una dichiarazione che causa fastidio e irritazione”.

Lo stesso vescovo ribelle ha partecipato, in compagnia di esponenti della “Federazione delle donne cattoliche tedesche” (KDFB) e di esponenti dello ZdK (il Comitato centrale dei cattolici tedeschi), ad una raccolta di firme (ne sono state raccolte più di 2.600 firme) “di pastori” che si sono dichiarati a favore della benedizione delle coppie omosessuali.

La lista delle firme è stata presentata sotto gli striscioni del movimento Lgbt e dello ZdK da due sacerdoti a favore dell’omosessualismo: padre Burkhard Hose, della parrocchia dell’Università Cattolica di Würzburg, e padre Bend Mönkebüscher, dell’arcidiocesi di Paderborn.

E pensare che Birgit Mock, la portavoce delle politica familiari dello ZdK era stata chiamata a fare l’editoriale su L’Osservatore Romano dopo la pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia… Oggi la Mock sostiene che “costringere le coppie in rapporti d’amore, che vivono nella fedeltà e nel reciproco apprezzamento, a negare la loro sessualità di coppia non corrisponde alla nostra immagine dell’uomo e di Dio”. Pertanto, secondo lei, una “rivalutazione ecclesiastica ufficiale della sessualità è necessaria, in modo che i pastori in futuro non debbano decidere solo secondo la loro coscienza quando benedire le coppie dello stesso sesso”. Inoltre ha lanciato la sfida al Vaticano dicendo che lo ZdK è impegnato a “scrivere un rituale di benedizione per tutte le diocesi tedesche”.

Il problema dell’emergere della fronda omosessualista all’interno della Chiesa Cattolica non si è verificato solo in Germania. Ricordiamo che in Austria ben 350 sacerdoti hanno firmato un documento in cui chiariscono che continueranno a benedire le coppie omosessuali (perché non si richiedono le loro dimissioni dallo stato clericale? Forse i rispettivi vescovi sono d’accordo con loro?).

Un’analoga disubbidienza alla Santa Sede è stata annunciata dalle diocesi svizzere di Basilea e San Gallo. In Belgio si è fatto sentire monsignor Johan Bonny, arcivescovo di Anversa, che ha avuto il coraggio di dire che prova “vergogna indiretta per la mia Chiesa e provo soprattutto incomprensione intellettuale e morale. Vorrei chiedere scusa a tutti coloro per i quali questo responsum è doloroso e incomprensibile: coppie gay fedeli e cattoliche impegnate, genitori e nonni di coppie gay e loro figli, operatori pastorali e consiglieri di coppie gay. Il loro dolore per la Chiesa oggi è il mio”. Ed ha scritto questo tranquillamente sul sito diocesano, senza che si abbia notizia di azioni da parte della Congregazione Vaticana per i Vescovi. Questo importante Dicastero della Santa Sede, che ha anche funzioni di vigilanza, che cosa aspetta ad intervenire? Forse il Prefetto, il cardinale Marc Armand Ouellet, ha le stesse idee in materia? Non crediamo proprio! E allora perché nessuno interviene?

Peraltro lo stesso Bonny, che era stato a un passo dal diventare arcivescovo di Bruxelles, durante il doppio Sinodo sulla famiglia del 2014-2015, aveva chiesto chiesto di “abbattere il dogma” che conferisce l’esclusività alla relazione tra uomo e donna. “Non possiamo continuare a dire che non ci sono altre forme di amore diverse dal matrimonio eterosessuale. Lo stesso amore che troviamo in un uomo e una donna, che vivono insieme, lo troviamo in gay e lesbiche”, aveva sostenuto il vescovo belga che non facciamo fatica a definire apostata.

Ci consola quando affermato da un sacerdote ed esperto di diritto canonico, il professor Stefan Mückl , della Pontificia Università della Santa Croce.

Il “no” del Vaticano alla benedizione delle unioni omosessuali è “definitivo”. Chi pensa che si tratti di un contributo a un dibattito “che merita solo di essere letto e discusso, e poi accantonato senza essere notato, non rende giustizia al documento”, ha ammonito Mückl sul settimanale cattolico tedesco Die Tagespost.


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