Davanti al male, e al male innocente, perché Dio non interviene?


SOLO IL CATTOLICESIMO È IN GRADO DI RIVELARE L’ASSOLUTA VERITÀ DI DIO

A cura di Andrea Sarra

Davanti al male, e al male innocente, perché Dio non interviene? È forse impassibile? O addirittura, causa diretta del male e del dolore?

Marx credeva che fosse necessario distruggere la religione: non solo perché accusata di essere “oppio dei popoli”, narcotico anti-rivoluzionario in mano alla classe padrona contro il popolo oppresso; Dio è anche l’ostacolo perché l’uomo possa realizzare il bene nella società.

Se Dio esiste – poiché, come vuole Lutero, agisce in virtù di una anarchica onnipotenza volontaristica, e su di una umanità irrevocabilmente determinata al peccato – non è possibile ammettere un ordine morale terreno e storico.

Addirittura, il serpente (che lo Gnosticismo considera portatore veritiero di luce) illumina l’uomo divino, prigioniero della Legge del Demiurgo malvagio, a vivere contro ogni ordine, ogni ragione, ogni morale, ogni elemento che lo riconduca al mondo di Dio, dell’anima e del corpo. Il male, intenzionalmente voluto dal Creatore, è il male dell’esistenza stessa.

Di contro Epicuro, il quale nullifica persino la militanza contro Dio. Ammesso che esista, non si cura della vita (e del dolore) dell’uomo. Altrimenti dovrebbe pur intervenire a vantaggio dell’umanità. Bene farebbero, allora, gli uomini a imparare – anche grazie alla “natura curativa” della filosofia – a contenere il dolore eventuale e concentrarsi sul piacere possibile e consolatorio, naturale e necessario.

A ben vedere, solo il cattolicesimo è in grado, certamente in modo complesso, di affermare e confermare insieme la bontà del mondo e dell’ordine morale di Dio; la possibilità morale e logica per l’uomo di realizzare opere di bene e persino meritorie davanti al Giudizio; l’intervento redentore dell’Amore, senza che venga meno la libertà dell’amato sofferente.

A ben vedere, solo il cattolicesimo è in grado di rivelare l’assoluta Verità di Dio, il cui Sacrificio espiatorio risponde al male e al peccato, perché Colui che era di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini (Fil 2, 6-7).

Nel video che segue le riflessioni del professor Pierluigi Pavone su queste importantissime tematiche.

 

 


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