Quei reperti archeologici che gettano una nuova luce sulla Bibbia


“GLI ESPLORATORI DEL MONDO BIBLICO, STANDO SEDUTI COMODAMENTE IN POLTRONA, AVRANNO DA IMPARARE UN SACCO DI COSE”

Di Angelica La Rosa


Una vigorosa introduzione al mondo affascinante dell’archeologia biblica, in cui religione antica e scienza moderna si incontrano.

E’ questo il contenuto di “Archeologia biblica – Una breve introduzione” (Queriniana, pp. 192, euro 20), un nuovo testo firmato dal noto archeologo Eric H. Cline, professore di storia antica e archeologia presso la George Washington University di Washington, DC.

“L’archeologia biblica è un campo vasto e complesso, ma Cline riesce a realizzare un’introduzione attendibile, piacevole e istruttiva. I suoi giudizi sono equilibrati e obiettivi. Gli esploratori del mondo biblico, stando seduti comodamente in poltrona, avranno da imparare un sacco di cose”, ha dichiarato Donald Senior, della Catholic Theological Union di Chicago.

Cline, da fine studioso, offre una panoramica equilibrata di questo campo di ricerca. Racconta dei primi pionieri, delle origini dell’archeologia biblica come disciplina e delle principali controversie che spinsero gli esploratori a cercare elementi che “confermassero” la Bibbia.

L’autore illustra anche la situazione così com’è ai giorni nostri: prende in esame i siti, i ritrovamenti, i reperti archeologici che gettano nuova luce sulla Bibbia ebraica e sul Nuovo Testamento.

Nel testo il professor Cline tratta la questione di possibili frodi e probabili falsi, come l’Ossario di Giacomo e la Tavoletta di Ioas e spinge infine lo sguardo alle nuova prospettive che questo campo di studi dischiude.


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