Un altro gesuita è impazzito: p. Reese vuole vietare ai giovani di partecipare alla Messa Vetus Ordo

Un altro gesuita è impazzito: p. Reese vuole vietare ai giovani di partecipare alla Messa Vetus Ordo

FALSIFICANDO L’AZIONE COMPIUTA DA BENEDETTO XVI, PADRE THOMAS REESE, SENZA FORNIRE UNA SOLA RAGIONE PER SPIEGARE IL SUO ATTEGGIAMENTO TOTALITARIO E CONTRARIO ALLA TRADIZIONE, HA PROPOSTO, NÉ PIÙ NÉ MENO, CHE L’ABROGAZIONE DELLA MESSA TRIDENTINA E, NEL FRATTEMPO, DI IMPEDIRE A BAMBINI E GIOVANI DI PARTECIPARE A DETTA SANTA MESSA CHE CONTA SEMPRE PIÙ PARTECIPANTI IN GIRO PER IL MONDO…

Di Angelica La Rosa

Un altro gesuita è impazzito!

Dopo il celebre padre James Martin, che ha attaccato il Pontefice Papa Francesco (e suo confratello gesuita) colpevole, secondo Martin, di avere avallato il Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede che nega la benedizione alle unioni omosessuali, adesso tocca a padre Thomas Reese che ha chiesto di vietare ai giovani la partecipazione alla Messa Vetus Ordo (chiamata anche Tridentina, o Messa in Latino, o Messa di sempre)

Padre Thomas Reese è stato per diversi anni direttore della rivista America Magazine, organo della Compagnia di Gesù degli Stati Uniti, incarico dal quale ha dovuto rassegnare le dimissioni seguendo le istruzioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, allora presieduta dal Cardinale Ratzinger, a causa delle sue posizioni contrarie alla dottrina cattolica in materia di questioni morali

Adesso il sacerdote gesuita ha scritto per Religion News Service un articolo dal titolo ” Il futuro della riforma liturgica cattolica” in cui critica chiaramente la decisione di Benedetto XVI di liberalizzare la Messa secondo il rito straordinario con l’argomento, falso, che diminuisce l’autorità dei vescovi in ​​materia liturgica.

Secondo il gesuita dopo la riforma di San Paolo VI, “si presumeva che la Messa ‘tridentina’ o latina sarebbe scomparsa. Ai vescovi fu data l’autorità di sopprimerla nelle loro diocesi, ma alcuni si aggrapparono alla vecchia liturgia fino al punto di scisma. Benedetto tolse l’autorità ai vescovi e ordinò che ogni sacerdote potesse celebrare la Messa tridentina ogni volta che voleva”.

Falsificando l’azione compiuta da Benedetto XVI, il gesuita, senza fornire una sola ragione per spiegare il atteggiamento totalitario e contrario alla Tradizione, ha proposto, né più né meno, che l’abrogazione della Messa tridentina e, nel frattempo, di impedire a bambini e giovani di partecipare a detta Santa Messa, negli Stati Uniti, come in Francia, Italia e in altre nazioni, sempre più diffusa e partecipata (specialmente dai giovani).

“È tempo di restituire ai vescovi l’autorità sulla liturgia tridentina nelle loro diocesi. La Chiesa deve mettere in chiaro che vuole che la liturgia non riformata scompaia e che la consentirà solo per gentilezza pastorale alle persone anziane che non comprendono la necessità del cambiamento. I bambini e i giovani non dovrebbero essere in grado di assistere a queste messe”, ha dichiarato il gesuita che ha perso il senno.

Come se non bastasse, il gesuita nordamericano ha mostra un chiaro disprezzo per il dogma della transustanziazione e dell’adorazione eucaristica. Secondo Padre Thomas Reese “più importante della trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo è la trasformazione della comunità nel corpo di Cristo in modo che possiamo vivere l’alleanza che abbiamo attraverso Cristo. Non adoriamo Gesù, in questo senso; con Gesù adoriamo il Padre e chiediamo di essere trasformati dalla potenza dello spirito nel corpo di Cristo”. Inoltre, perseverando nella sua distruzione del Santissimo Sacramento, il figlio di Sant’Ignazio (che ha rinnegato il suo fondatore, evidentemente) è favorevole anche all’intercomunicazione tra cattolici e protestanti, almeno quando si tratta di un matrimonio misto in cui uno dei coniugi è protestante, portando come scusa quella dei figli della coppia. “Teologicamente, se una coppia è unita nel sacramento del matrimonio, come non permettere che si uniscano nell’Eucaristia? Dal punto di vista pastorale, la pratica di vietare la comunione a un padre non cattolico dà ai bambini l’impressione che la Chiesa pensi che il loro padre sia una persona cattiva”. Il solito gioco “buonista” per fare accettare qualsiasi cosa. “Se si amano perché non permettere a due persone omosessuali di adottare un bambino?”, vanno ripetendo altri in diversi contesti…

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