I metodi di Hitler sono superati… basta arrivare ad un condizionamento collettivo


UN CONDIZIONAMENTO COSÌ POTENTE CHE L’IDEA STESSA DI RIVOLTA NON VERRÀ NEMMENO PIÙ ALLA MENTE DEGLI UOMINI…

Di Angelica La Rosa

Günther Anders, pseudonimo di Günther Siegmund Stern, nato a Breslavia il 12 luglio del 1902 e morto a Vienna il 17 dicembre 1992 è stato un prolifico filosofo e scrittore ebreo tedesco.

Dopo aver studiato con Martin Heidegger e Edmund Husserl, completò con quest’ultimo la sua tesi in filosofia nel 1923.

Lo pseudonimo Anders cominciò ad usarlo dopo l’invito del suo editore di cambiare il suo cognome, Stern, assai comune tra gli scrittori tedeschi. L’editore gli disse, in tedesco di scegliere “etwas anders” (in tedesco vuol dire “qualcosa di diverso”). Günther Siegmund Stern lo prese alla lettera è uso lo pseudonimo “diverso” (in tedesco “Anders”).

L’avvento del nazismo in Germania, nel 1933, lo costrinse all’esilio, prima a Parigi, poi negli Stati Uniti d’America, dove si dedicò a svariati lavori manuali per mantenersi. Successivamente insegnò presso la New School for Social Research di New York e scrisse il suo primo libro “Scritti sul muro: Diari 1941-1966”. Rientrato in Europa (a Vienna) nel 1950, iniziò a lavorare su Die Antiquiertheit des Menschen (L’uomo è antiquato, 1956), dove analizzava l’inadeguatezza dei sentimenti umani in comparazione con le macchine.

Il filosofo, scrive Wikipedia, “categorizzò le sue idee coniando il termine tedesco Diskrepanzphilosophie (filosofia della discrepanza), per descrivere la sua attenzione sulla crescente divergenza tra ciò che è diventato tecnicamente possibile (ad esempio, la distruzione nucleare di tutto il globo), e ciò che la mente umana è in grado di immaginare”.

Strenuamente impegnato contro la violenza del potere e particolarmente contro il riarmo atomico, in uno dei suoi ultimi scritti, Gewalt. Ja oder nein. Eine notwendige Diskussion, pubblicato nel 1987, “riaprì in Germania il dibattito circa l’utilità del pacifismo non-violento in un’epoca minacciata dall’olocausto nucleare e da un’umanità disincantata. Egli avanzò la tesi secondo la quale una violenza esterna può legittimare una reazione di autodifesa violenta, nella convinzione che «la rinuncia ad agire è un agire insufficiente»”.

La produzione letteraria e filosofica di Anders è vastissima, nei libri e soprattutto nei suoi innumerevoli articoli e conferenze, pubblicati sulle riviste più disparate.

Era il 1956 quando scrisse il passaggio che segue all’interno del suo libro “L’uomo è antiquato” (tradotto in italiano nel 1963 in 2 volumi).

Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. E’ buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio. In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. E il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, che l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, il che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali“.

Correva l’anno 1956 quando Günther Anders scrisse “L’uomo è antiquato” ma sembra il programma odierno dei dominatori di questo mondo. E sembra che ci stiano riuscendo! Ma Dio c’è! Egli ama le sue creature predilette e non permetterà il successo del loro piano diabolico…


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