Il Covid è l’inizio di una nuova era delle armi genetiche? Dalla Cina notizie sconfortanti

Il Covid è l’inizio di una nuova era delle armi genetiche? Dalla Cina notizie sconfortanti

ALCUNI DOCUMENTI OTTENUTI DAL DIPARTIMENTO DI STATO AMERICANO AFFERMANO L’INTERESSE DELLA CINA PER LA PRODUZIONE DI ARMI BIOLOGICHE, TRA QUESTE I CORONOVIRUS DELLA SARS

Di Emanuela Maccarrone

In questi mesi domande e perplessità si sono susseguite nella vana speranza di trovare una valida spiegazione all’epidemia da Covid-19.

Sono state formulate diverse teorie riguardo all’origine e alla diffusione del Covid, dai pipistrelli alla produzione in laboratorio, ma non si è ancora arrivare ad una verità e, intanto i cittadini sono stati sempre più oppressi dalle imposizioni degli Stati, dalle mascherine ai vaccini, dalle limitazioni della libertà personale ai pass per la ‘libera circolazione’ vacanziera…

Ora sembra che qualcosa stia cominciando a venire fuori.

Un articolo della rivista ‘The Australian’ (ripreso da alcuni giornali internazionali, come il ‘The Sun’) ha riportato le inquietanti rivelazioni del Dipartimento di Stato americano. Indagando sulle origini del Covid-19, i funzionari statunitensi hanno ottenuto alcuni documenti dagli scienziati militari e da alti funzionari della sanità pubblica cinese e, a quanto pare, è emerso che gli scienziati cinesi hanno descritto i coronavirus della SARS, tra i quali il Covid, come l’inizio di una ‘nuova era delle armi genetiche’.

Il documento militare in lingua cinese, intitolato ‘The Unnatural Origin of SARS and New Species of Man-Made Viruses as Genetic Bioweapons’ , descrive i piani dell’esercito cinese per quanto riguarda le armi biologiche.

A quanto pare, la Cina stava studiando questo tipo di armi dal 2015. In particolare, è stato scoperto che gli scienziati e i funzionari sanitari orientali hanno trovato il modo per manipolare le malattie,  così da produrre “ armi in un modo mai visto prima” a tal punto da causare “il collasso del sistema medico del nemico”.

Nel documento si legge che “a seguito degli sviluppi in altri campi scientifici, ci sono stati importanti progressi nella fornitura di agenti biologici. Ad esempio, la ritrovata capacità di congelare i microrganismi ha reso possibile immagazzinare agenti biologici e aerosolizzarli durante gli attacchi”.

Tom Tugendhat, presidente della commissione ristretta per gli affari esteri inglese, ha dichiarato che “l’evidente interesse della Cina per le armi biologiche è estremamente preoccupante. Anche sotto i controlli più stretti queste armi sono pericolose”.

Anche il politico australiano James Paterson ha affermato che il documento solleva grandi preoccupazioni sulla trasparenza della Cina, riguardo le origini del Covid-19. A incrementare questi sospetti l’indisponibilità dalla Cina, mostrata fin dall’inizio della pandemia, nel fornire le informazioni utili sulla situazione all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Ultimamente l’Oms, infatti, ha manifestato i suoi forti dubbi sulla diffusione del virus, rafforzando la teoria che sia sfuggito dal bio-lab di Wuhan.

Il senatore australiano Paterson, riguardo a questi documenti, ha dichiarato che “queste rivelazioni dimostrano esattamente perché è necessaria la completa trasparenza da parte del Partito Comunista Cinese sulle origini del Covid-19”, ribadendo che “l’incapacità del governo cinese di cooperare pienamente con le indagini dell’OMS non fa nulla per infondere fiducia in ciò che ci è stato detto finora”.

 

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