Miroslav Škoro, l’outsider cattolico che sfida i poteri forti


DOMENICA PROSSIMA LA CROAZIA SI AGGIUNGERÀ A QUEI PAESI EUROPEI CHE NON HANNO RINUNCIATO ALLA DEMOCRAZIA A CAUSA DELLA PANDEMIA. LE SFIDE CRUCIALI SI AVRANNO SOPRATTUTTO A FIUME E NELLA CAPITALE ZAGABRIA, CITTÀ NELLA QUALE I VOTI DEL CANDIDATO CATTOLICO INDIPENDENTE MIROSLAV ŠKORO POTREBBERO DIVENTARE DETERMINANTI AL BALLOTTAGGIO, COSÌ DA ACCREDITARLO ANCHE COME FUTURO LEADER NAZIONALE

Di Giuseppe Brienza

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni amministrative in Croazia. In vista del voto di domenica prossima la campagna elettorale si sta facendo sempre più accesa e, soprattutto a Fiume e Zagabria, i principali partiti si stanno dando da fare anche perché i risultati di questa tornata rappresenteranno un importante test politico per il futuro.

A Fiume il Partito socialdemocratico al potere ormai da trent’anni potrebbe rischiare grosso. Il suo candidato sindaco Marko Filipović è in testa, stando ai sondaggi, ma è tallonato dall’indipendente Davor Štimac, un medico conosciuto anche a livello internazionale.

Anche nella capitale il favorito Tomislav Tomašević di Možemo, leader di uno schieramento emergente di centrosinistra che potrebbe essere definito come il Podemos croato, potrebbe avere problemi a causa di un outsider. Oltre al socialdemocratico Joško Klisović, infatti, il suo principale sfidante è il leader del Movimento patriottico Miroslav Škoro. Con un programma di riforme e di ricostruzione della capitale di ben 133 pagine, volto a far ripartire economicamente e dal punto di vista infrastrutturale Zagabria dopo gli ingenti danni subiti dal terremoto, la pragmaticità e la chiarezza di vedute di Škoro, che è ingegnere di professione, gli stanno attraendo sempre più consensi e simpatie da parte di molti dei cittadini delusi dalla politica (cfr. Jasmina Klarića, Škoro u iscrpnom intervjuu. ‘Imam ozbiljan program, samo želim da ljudi kažu: majku mu poljubim, ajmo ga poslušati’, Telegram,10.5.2021).

58 anni e un passato di cantante popolare alle spalle, Škoro si è affermato in aperta sfida ai Poteri Forti e in virtù di un programma di difesa dell’identità nazionale e della sovranità politica del suo Paese. Nemico del liberismo selvaggio (si è per esempio espresso a favore della chiusura domenicale e festiva degli esercizi commerciali), è visto considerato nemico pubblico no. 1 dai media asserviti al mainstream ed etichettato come esponente dell’ultradestra.

Indipendente dai partiti e apprezzato per il suo folk da decine di migliaia di dischi venduti in patria, Škoro è divenuto una mina vagante per l’establishment politico-istituzionale. In primo luogo, per il suo acceso patriottismo. Tra le canzoni più famose in questo senso “Ne dirajte mi ravnicu” (“Non toccare la mia terra”) e “Sude mi” (“Mi processano”), dedicata al generale croato Ante Gotovina, prima condannato e poi assolto dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia nelle guerre balcaniche degli anni ’90, da lui elogiato come “liberatore” della regione della Krajina dai serbi.

Senza grandi mezzi e con tutto il mainstream contro, Škoro si è candidato anche alle scorse presidenziali, superando le previsioni della vigilia, che non lo davano neanche al 20% (è invece arrivato terzo con quasi il 25% dei voti).

Oggi a mezzogiorno Škoro sarà protagonista di un evento Facebook che, fino alle ore 15, lo vedrà in diretta a rispondere online ad elettori e cittadini che vorranno rivolgergli domande e proposte. L’iniziativa, dal titolo Primo raduno virtuale: Miroslav Škoro risponde solo a te (Prvi virtualni skup “Miroslav Škoro odgovara samo vama”), è inedita per il panorama croato e denota ulteriormente la presa diretta del leader cattolico sui ceti popolari del suo Paese.

In vista delle operazioni di voto, la Commissione elettorale nazionale croata ha emanato dettagliate indicazioni tecniche per le urne, alla luce dell’emergenza sanitaria innescata dalla pandemia da coronavirus. Negli spazi chiusi la mascherina e il distanziamento sociale saranno obbligatori per tutti, inclusi gli elettori. A questi ultimi si raccomanda di misurarsi la temperatura la mattina delle elezioni prima di recarsi ai seggi.


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