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Nuova minaccia per l’Occidente: presto un nuovo stato islamico in Africa?


ISLAM CONTRO ISLAM: L’ISIS SI RISTABILISCE IN AFRICA E SCONFIGGE BOKO HARAM, MA PER L’EUROPA E’ UNA PESSIMA NOTIZIA

Di Umberto Spiniello

Si chiama Abubakar Shekau ed è il leader storico di Boko Haram in Nigeria e secondo l’intelligence, pare abbia tentato di suicidarsi dopo essere stato attaccato da una fazione di terroristi legati all’Isis.

Molte volte il governo nigeriano ha dato per morto Shekau, ma questa è la prima volta che l’intelligence parla di un tentativo di suicidio. Tuttavia la questione rilevante è un’altra, recentemente la Nigeria sta assistendo ad un fenomeno preoccupante, una sorta di faida tra gruppi islamisti.

L’offensiva contro il leader di Boko Haram è stata messa in atto dai militanti fedeli all’Isis. 

Risulta sorprendente l’estrema facilità con cui i terroristi dell’Isis, a bordo di auto blido e armi d’assalto, sono entrati nella roccaforte di Boko Haram, situata nella foresta Sambisa, e hanno stanato i jihadisti concorrenti. 

Secondo un funzionario dello stato di Borno, uno dei 36 stati federali della Nigeria, «i due gruppi avevano cominciato a combattersi con maggiore intensità ed era chiaro che se si fosse arrivati alla resa dei conti, Boko Haram avrebbe avuto la peggio. Ora dobbiamo aspettare di vedere se i rapporti sulla morte di Shekau sono credibili». 

Al contrario di Boko Haram, L’Isis Nigeriano non opera attraverso attentati kamikaze in luoghi affollati come mercati o piazze, il sedicente stato islamico africano uccide “soltanto” i cristiani e i musulmani che collaborano con il governo e le organizzazioni straniere. 

Tuttavia il fatto che l’Isis conquisti sempre più potere nell’area del lago Ciad, in Mozambico, nel Mali e in Libia è un segnale preoccupante che l’Occidente non può ignorare, in quanto risulta evidente che una nuova e ben organizzata edificazione dello stato islamico in Africa rappresenti una minaccia per tutto l’Occidente.

Sarebbe un grave errore se l’Occidente permettesse all’Isis di tornare in Africa, dopo aver faticosamente annientato il Califfato fondato da Abu Bakr al Baghdadi in Siria e Iraq,  difatti le possibilità di penetrazione, specie in Europa, sono ben superiori rispetto al Medio Oriente.

I flussi migratori verso le coste europee aumenterebbero e gli aspiranti terroristi, come già accaduto in passato, avrebbero maggiori possibilità di circolare nel nostro Paese. La mala gestione delle politiche estere e di regolazioni dei flussi migratori, a livello nazionale ed europeo, aggravano pesantemente il problema, facendo dell’Italia un free pass per l’immigrazione illegale. Ecco perché l’Isis va fermato subito, prima che sia troppo tardi.

La conferma di tale analisi, ci arriva dal Congo, precisamente dal vescovo Melchisedech Paluku Sikuli della diocesi di Butembo-Beni, che ha recentemente rilasciato al Aid to the Church in Need  un racconto straziante. Secondo quanto rilasciato dal vescovo, la Repubblica Democratica del Congo è ostaggio dei gruppi islamisti, e i cristiani  riusciti a fuggire dai rapimenti dei ribelli hanno riportato storie raccapriccianti. Riporta il vescovo «Hanno chiesto loro di scegliere tra la morte e la conversione all’Islam.

Che rapporto dovremmo avere con questa forma di Islam, che non è solo una religione, ma anche un movimento politico legato al terrorismo?». «Gli attacchi sono particolarmente intensi a nord della nostra diocesi. Gruppi armati colpiscono scuole e ospedali. Insegnanti e alunni vengono uccisi. Stanno perfino massacrando i malati nei loro letti d’ospedale. Non passa un solo giorno senza che qualcuno venga ucciso».

Se ad oggi, la situazione non è completamente degenerata è solo perché la Chiesa si sta spendendo giorno e notte in quelle terre per assistere i rifugiati offrire un primo soccorso. I jihadisti compiono regolarmente incursioni assaltando palazzi del governo, bloccando strade, rapinando banche, uccidendo civili e arrivando persino a decapitare bambini (come nel febbraio di quest’anno).

Risulta evidente che bisogna impedire ad ogni costo la riorganizzazione dell’Isis in territorio africano e che solo una presa di coscienza internazionale di questa grave minaccia può arginare l’avanzata dell’islam radicale in quelle terre. Tuttavia per ora l’Europa sembra occuparsi di tutt’altro ignorando il problema.


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Chiudere la porta quando i buoi sono già scappati, è comodo “politicamente, ma pericoloso socialmenteil terrorismo islamico va abbattuto, non fermato, come in Siria.

Sara’ meglio svegliarsi prima che sia troppo tardi invece di
perdere tempo cin leggi inutili come il ddl zan!!!!