Quelle strategie pro vaccini dalle pesanti ricadute etiche


LA STRATEGIA DI BIDEN PER CONVINCERE I GIOVANI A VACCINARSI: REGALARE MARIJUANA DOPO OGNI DOSE

Di Umberto Spiniello

Come possono, i governi di tutto il mondo, convincere milioni di giovani a vaccinarsi? La risposta arriva dagli USA di Biden, lo stato americano di Washington infatti offrirà uno spinello gratis a chi vorrà farsi vaccinare contro il Coronavirus: l’iniziativa si chiama “joints for jabs” ed è l’ultima trovata per ravvivare una campagna vaccinale che sembra aver subito una battuta d’arresto specie tra gli under 30.

Fino ad oggi infatti poco più della metà della popolazione adulta dello Stato ha ricevuto almeno una dose del vaccino ma il ritmo delle nuove somministrazioni sembra essere diminuito. Come riporta il New York Times, gli Usa hanno già messo in campo le iniziative più disparate e creative per raggiungere il maggior numero di giovani con l’inoculazione vaccinale: molti stati hanno allestito hub vaccinali nelle birrerie, enoteche e ristoranti, offrendo da bere gratis a chi decida di vaccinarsi. Altri incentivi includono biglietti per eventi sportivi e lotterie.

La Casa Bianca dal canto suo continua a chiedere agli Stati di essere creativi nelle modalità di sensibilizzazione anche attraverso costose campagne pubblicitarie. Tuttavia una strategia di sensibilizzazione particolarmente controversa e dalle pesanti ricadute etiche, è stata annunciata dal Consiglio di Stato per i liquori e la cannabis. Nel testo del “joints for jabs” si legge : «Sarà consentito ai rivenditori di marijuana di fornire ai clienti di età pari o superiore a 21 anni uno spinello pre-rollato nei loro negozi quando hanno ricevuto la prima o la seconda dose in una clinica attiva per i vaccini», hanno spiegato dallo Stato di Washington.

In pratica lo stato americano sensibilizza alla vaccinazione avvicinando i giovani alla cannabis con il beneplacito dell’amministrazione Biden. Sembra che anche l’Arizona abbia pronto un provvedimento simile e c’è da aspettarsi che molti altri stati americani seguiranno questa infausta strada.

Un altro scivolone per il presidente “cattolico” che proprio in questi giorni si trova al centro del dibattito nella Chiesa in USA sulla comunione ai politici che tradiscono i valori non negoziabili (Biden è pubblicamente favorevole all’aborto).

Già nel 2004 il cardinale Theodore E. McCarrick e all’arcivescovo Wilton Gregory, all’epoca rispettivamente arcivescovo di Washington e presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti emanarono una nota a riguardo: «Riguardo al peccato grave dell’aborto o dell’eutanasia, quando la formale cooperazione di una persona diventa manifesta (da intendersi, nel caso di un politico cattolico, come il suo far sistematica campagna e il votare per leggi permissive sull’aborto e l’eutanasia), il suo pastore dovrebbe incontrarlo, istruirlo sull’insegnamento della Chiesa, informarlo che non si deve presentare per la Santa Comunione fino a che non avrà posto termine all’oggettiva situazione di peccato, e avvertirlo che altrimenti gli sarà negata l’Eucaristia».

Se la persona richiamata persevera nel proprio comportamento pubblico e «si presentasse comunque a ricevere la Santa Eucaristia, “il ministro della Santa Comunione deve rifiutare di distribuirla”. Tuttavia dal Vaticano sembrano arrivare continue richieste di “permissivismo” ma nel caso dell’attuale presidente “chiudere un occhio” non basterebbe tenendo presente il suo Equality Act (la contestata legge gender) e adesso l’incentivo alla marijuana. Concedere la comunione a Biden significherebbe creare un precedente rischioso, dal duplice effetto nefasto: introducendo una prospettiva di indifferentismo religioso e di laicismo che “svincolerebbe” i politici cattolici dai propri doveri etici e seminando confusione tra i fedeli sulle principali verità di fede quali il peccato mortale e i sacramenti.

 


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