C’è chi tenta di fare una comunità aperta a tutti, ma la pietra angolare non è Cristo


S. TOMMASO APOSTOLO

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Gesù scelse come suoi apostoli dodici uomini molto diversi tra loro, a dimostrazione che essenziali sono la grazia di Dio e la buona volontà. Il resto viene da sé.

Tommaso era un tipo pratico e ragionatore, gioviale ma non facile a credere sulla parola. Egli seguì per tre anni Gesù e vide i suoi miracoli. A tutto credette, ma non alla sua risurrezione. Era troppo bella per essere vera!

Anche se tutti gli altri lo rassicuravano di averlo visto risorto e vivo, egli sentenziò: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo» (Gv 20,25).

Stette così una settimana nel tormento e nella chiusura alla testimonianza degli altri. Otto giorni dopo Gesù riapparve loro, chiamò Tommaso, si fece toccare le piaghe e disse: “Non essere più incredulo, ma credente!”. Ed egli rispose: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (v.29). Sì, la fede rende beati.

I cristiani sono “concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti”. La pietra angolare è Gesù.

Oggi c’è chi tenta di fare un’altra comunità, a livello mondiale, aperta a tutti, perché siamo fratelli tutti. Ma qui la pietra angolare non è Cristo e non c’è certo lo Spirito Santo. Che “spirito” c’è in questa “fratellanza universale”?


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