La “doppia ecologia”, naturale e spirituale, dell’enfant prodige della destra francese


L’ENFANT PRODIGE DELLA DESTRA FRANCESE, DESTINATO FORSE A SUCCEDERE A MARINE LE PEN ALLA GUIDA DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL, È JORDAN BARDELLA, CLASSE 1995, CRESCIUTO NELLA PERIFERIA DI PARIGI E IMPEGNATO DA TEMPO NELLA DIFESA DEI VALORI EUROPEI CONTRO IL RELATIVISMO E LE DERIVE DELL’IMMIGRAZIONE E DELL’INVASIONE ISLAMICA

Di Giuseppe Brienza

Oltre alla plebiscitaria rielezione, con il 98,35% dei voti e per la quarta volta, di Marine Le Pen a presidente del Rassemblement National (Rn), una delle decisioni politiche forse destinate a rimanere nella storia del XVII Congresso del principale partito della destra francese, è stata la designazione di un giovanissimo, l’europarlamentare Jordan Bardella, 25 anni, a “primo vicepresidente” e, quindi, sostituto della leader durante la prossima campagna presidenziale.

Negli ultimi mesi Bardella, uno dei volti più mediaticamente attivi e “spendibili” del Rn, era stato investito dalla Le Pen della mission impossible di sfidare l’ex ministro e governatore in carica (dal 2015) della regione dell’Île-de-France Valérie Pécresse. Nella regione della quale era già consigliere, l’enfant prodige della destra non è riuscito naturalmente a scalzare la Pécresse ma, al secondo turno che si è tenuto lo scorso 27 giugno, ha conquistato una percentuale di consenso di tutto rispetto (10,79%).

Nel suo intervento al Congresso di Perpignan, nel Dipartimento dei Pirenei Orientali, Bardella si è fra l’altro segnalato per la rivendicazione di una “doppia ecologia”, fatta di «protezione del nostro patrimonio naturale, ma anche di trasmissione di una tradizione millenaria e dei nostri valori di civilizzazione» (Tweet del 4 luglio 2021). Negli ultimi tempi questo suo impegno si è concretizzato nella battaglia contro l’invasione islamica, lui che è cresciuto nella periferia di Parigi, che passa anche per l’opposizione al velo, definito «non solo segno di ostentazione religiosa, ma allo stesso tempo di affermazione politica» (Tweet del 2 luglio 2021).

Il passaggio di testimone dalla Le Pen a Bardella alla guida del Rn è previsto a partire da settembre, ed è stato possibile a seguito di una specifica modifica dello statuto del partito, votata a grande maggioranza dei congressisti, che ha previsto la presidenza “ad interim” per la durata di 12 mesi. Una visione lungimirante, quella dimostrata in questo caso dalla destra francese, sognata anche dai gruppo giovanili conservatori italiani.

Come leggiamo nell’ultimo numero de Il Borghese-giovani, infatti, nel nostro Paese le richieste di valorizzazione dei giovani «non sono state recepite. Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, continua a parlare di doti, di aiuti economici, di misure assistenzialiste. Ma a noi non servono paghette» (Leonardo Di Salvo, Il ruolo dei giovani per la difesa della salute e della libertà, “Il Borghese”, n. 7 – luglio 2021, p. VII).


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