L’eutanasia di stato è barbarie


IL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM SULL’EUTANASIA LEGALE HA ANNUNCIATO IL RAGGIUNGIMENTO DEL TETTO DELLE 500 MILA FIRME NECESSARIE AFFINCHÉ LA CORTE DI CASSAZIONE POSSA INDIRLO. I SEGUACI DEL TRANSUMANESIMO AVRANNO BUON GIOCO NEL TRASFORMARE I DESIDERI IN DIRITTI?

Di Matteo Castagna

I partiti globalisti, ossia gli eredi delle vecchie sinistre, divenuti il “partito radicale di massa” a seguito della caduta del muro di Berlino, hanno aggiornato la loro ideologia nel tempo. Oggi potremmo definirli seguaci del transumanesimo, che trasforma i desideri in diritti e ogni volontà in libertà. L’estremizzazione del relativismo prevede, perciò, che tutto quello che un soggetto decide per sé sia lecito. La maggioranza crea il diritto positivo e si azzerano la realtà e la verità oggettiva, sino ad arrivare all’assurdo della società distopica di orwelliana memoria. 
 
In questo contesto, che, con un termine moderno, potremmo definire liberal, pare che stia avendo un grande successo la raccolta di firme per indire un referendum che legalizzi l’eutanasia. Ci attende, pertanto, un autunno rovente perché Pd, M5S e LeU appaiono ultracompatti su questo fronte, mentre non sembrerebbe, almeno per ora, di assistere alla stessa unità d’intenti, sul fronte opposto, a difesa della vita fino alla morte naturale. 
 
Chi non crede, comprende, comunque, la sacralità della vita e l’indispensabile necessità della sua tutela dal concepimento alla fine non indotta. Aristotele, ad esempio, ritenne che il suicidio, in tutte le sue forme, fosse sempre ingiustificato, perché chi si suicida compie un delitto verso se stesso, in quanto va contro la ragione e contro l’inclinazione naturale ad amare se stessi. In secondo luogo – sempre secondo il grande filosofo greco – l’individuo non appartiene solo a se stesso ma alla comunità entro la quale si è formato e alla quale è legato da un vincolo di riconoscenza e di mutuo aiuto. Pertanto fa un grave affronto alla collettività sottraendole un membro. In terzo luogo, chi fugge dalla sventura o da un dolore, si comporta non già da coraggioso ma da uomo vile (Etica Nicomachea).
 
Il credente, altresì, ritiene l’uomo un essere razionale dotato di corpo ed anima immortale, di cui è custode, perché la vita appartiene a Dio, suo Creatore e redentore. Anche nello stato completamente incosciente per malattia grave, tutti noi rimaniamo tali e non possiamo accettare di essere trattati come vegetali da potare o rami secchi da ardere. I liberal ritengono se stessi padroni della propria vita e, quindi, se decidono di interromperla, sarebbe una loro libera e lecita scelta. 
 
«Nella morale e nel diritto, durante l’era cristiana, l’eutanasia fu universalmente trattata come omicidio o suicidio. Oggi dobbiamo constatare un triste ritorno ai barbari costumi che si manifestano in proposte di leggi, le quali autorizzano i medici a uccidere placidamente gli ammalati che vogliono la morte o che dispongano l’uccisione di persone inutili a causa di malattie o vecchiaia avanzata. […]. L’eutanasia è un atto intrinsecamente cattivo. È suicidio o omicidio a seconda del caso. […]. L’eutanasia è direttamente contraria al fine proprio della medicina e del medico, che deve mederi, ossia guarire e quindi salvare la vita degli uomini, usando tutte le risorse a sua disposizione. L’eutanasia è uccidere. […]. Le leggi che permettono o impongono un tale atto sono leggi cattive. Obbedire a tali leggi è commettere peccato di omicidio» (F. Roberti – P. Palazzini, Dizionario di Teologia morale, Roma, Studium, 1955, p. 506, voce “Eutanasia”, ristampa, Proceno – Viterbo, Effedieffe, 2019)
 
Se dovesse passare il ddl Zan, chi è contrario all’eutanasia potrebbe pure finire tra coloro che “istigano alla discriminazione” di coloro che vogliono suicidarsi e quindi, qualora l’eutanasia fosse legalizzata, potrebbe anche crearsi l’ipotesi folle, per cui chi istigasse al suicidio un ammalato, farebbe il suo bene?
Il decadentismo dell’era presente ci sta portando davvero al mondo che gira al rovescio, ma l’ideologia della morte non dovrà prevalere.

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