Quando la gente comune resiste all’ideologia transgender


UN UOMO, CHE DICE DI ESSERE UNA DONNA, PERDE DI BRUTTO CON UN REDUCE DEL VIETNAM PROPRIETARIO DI UN NEGOZIO DI “STAR WARS“…

Di Angelica La Rosa

È bello vedere la gente comune resistere all’ideologia transgender“, ha detto la presidente del Ruth Institute dott.ssa Jennifer Roback Morse, commentando un recente episodio in cui un uomo che dice di essere una donna ha messo in scena uno scontro con il proprietario di un negozio di Star Wars riguardo ad un’insegna del suo negozio. La telecamera interna ha ripreso tutto il battibecco, che è divenuto subito virale sui Social Network (500mila visualizzazioni solo su Twitter).

Il consigliere comunale di Washington Tiesa Meskis è sceso nel negozio, dicendo al proprietario Don Sucher, un veterano del Vietnam, di essere stato offeso da un cartello che recita: “Se sei nato con un c—o, non sei una ragazza“. Ne è seguito uno scontro verbale.

Meskis  ha insistito: “Le donne trans sono donne, signore!” Sucher ha detto a Meskis di aver combattuto per la libertà di parola in Vietnam e che “9 su 10 dei miei clienti adorano il cartello”.

La dottoressa Morse ha commentato: “Uno di questi uomini ha mostrato una mascolinità tossica allo stato peggiore, molestando uno molto più anziano di lui. L’altro uomo si è comportato come un buon padre, mantenendo la sua posizione in difesa della verità, rifiutandosi di arrendersi a un prepotente”.

Secondo la dottoressa Morse il consigliere Meskis, “precedentemente noto come Nathan Kennedy, stava cercando di intimidire Sucher. Quando Sucher non si è tirato indietro, Meskis ha continuato a ripetere il suo messaggio insensato”

“Il cosiddetto movimento transgender si basa sulla paura e sull’intimidazione. Quando qualcuno si oppone a loro, si tirano indietro”. I trans-sostenitori hanno lanciato un appello nazionale per una protesta. Ma i sostenitori di Sucher sono più numerosi dei suoi detrattori.

Al minuto 1:25 nel video, Sucher dice a Meskis: “Non sei una donna. Non sembri una donna. Non ti comporti come una donna”. La dottoressa Morse ha commentato: “Mr. Sucher ha ragione. Sono stata una donna per tutta la mia vita. Il signor Kennedy, che si definisce una donna di nome Tiesa Meskis, non è nemmeno lontanamente plausibile come donna. Vorrei davvero che la stampa, almeno la stampa conservatrice, smettesse di riferirsi a lui come ‘lei’”.

Il Ruth Institute ha una guida alle risorse transgender con video, interviste e ricerche che contrastano l’ideologia transgender con fatti e logica.

C’è stata anche un’enfasi sull’attivismo transgender al quarto vertice annuale dell’Istituto per i sopravvissuti alla rivoluzione sessuale il mese scorso.

 


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