Eutanasia, ddl Zan e aborto: fate parlare i tecnici, non i cantanti!


NON SI CAPISCE PERCHÉ QUANDO SI TRATTA DI DIRITTO (QUESITO SULL’EUTANASIA LEGALE E DDL ZAN SONO TESTI GIURIDICI), CHE È MATERIA TECNICA, I CONTRADDITTORI SIANO CANTANTI, RAPPERS, ATTORI, GIORNALISTI E NON GIURISTI E MAGISTRATI…

Di Pietro Guerini*

Contro il referendum sull’eutanasia legale, che introdurrebbe nel nostro ordinamento l’omicidio autorizzato previo consenso, magari carpito in buona fede, ed il DDL Zan, testo liberticida che andrebbe ad integrare l’art. 604 bis c.p., disposizione entrata in vigore non a caso tre giorni prima delle ultime elezioni politiche quale colpo di coda del governo Gentiloni e frutto di una pianificazione neo-comunista diretta a minare i fondamenti ideologici dell’avversario politico trasformandoli in reato, si svolgerà una tre ore regionale di preghiera, che trova un’aggiuntiva causale nell’abrogazione referendaria della legge 194, che si svolgerà sabato 4 settembre e che è stata organizzata di fronte a 14 ospedali in altrettante città e regioni.

In Lombardia l’appuntamento è alle ore 10 a Milano davanti all’ospedale Niguarda.

Purtroppo sui vari media non si può esprimere la posizione contraria al testo referendario ed al DDL ZAN.

Non si riesce a comprendere perché trovino frequente accesso mediatico e pure televisivo partiti di estrema sinistra che raccolgono meno dello 0,1 per cento dei voti come il Partito Comunista di Rizzo o Potere al Popolo o formazioni dal seguito non certo superiore, se non irrilevante, come i Sentinelli e associazioni femministe, alcune persino filoislamiche, e mai organizzazioni come i gruppi pro vita e famiglia, di area contrapposta a costoro, sostituiti da singoli opinionisti per nulla appartenenti all’attivismo della stessa.

Ancora, non si capisce perché quando si discute di pandemia trovino spazio virologi (come giusto) e quando si tratta di diritto (quesito sull’eutanasia legale e DDL Zan sono testi giuridici) che è materia parimenti tecnica ed ha ugualmente e necessariamente connotazioni pratiche (quei testi troverebbero applicazione diretta o indiretta nelle sedi giudiziarie e darebbero vita a processi, con problematiche di cui nessuno parla) i contraddittori siano rappers, attori, cantanti, divulgatori scientifici, giornalisti, con la conseguente diffusione sul piano informativo di un campionario di inesattezze giuridiche enorme, lo affermo quale avvocato civilista e penalista operante professionalmente da un quarto di secolo (il diritto ad amare, i gay non sono tutelati, i malati devono avere il diritto di decidere etc.).
Auguriamoci che le posizioni dei pro Life e pro famiglia possano trovare spazio mediatico al di là dei social, rompendo la censura, per garantire così un effettivo ed attrezzato contraddittorio sul piano ideale e tecnico, dove non si tirano in ballo Vangelo, Bibbia o Catechismo ma solo il diritto applicato, citandolo da una posizione valoriale ben precisa, sollevando problematiche anche inedite.

* Avvocato, Presidente nazionale del Comitato NO194 e dell’omonima associazione


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