Ultimamente si fa molta fatica a capire “da che parte stare”


QUANTA CONFUSIONE, ANCHE IN POLITICA, AL GIORNO D’OGGI…

Di Gian Piero Bonfanti

Anche in politica il relativismo ha creato una grossa confusione. Non che prima vi fosse tutta questa chiarezza, diciamo però che ultimamente si fa molta fatica a capire “da che parte stare”.

In passato durante gli anni ’70 abbiamo assistito al passaggio di leggi come divorzio ed aborto, proprio durante un periodo nel quale il cosiddetto partito cattolico (Democrazia Cristiana) aveva i numeri per potersi opporre, ma grazie al compromesso storico ed alla contaminazione interna di partito abbiamo assistito ad una disfatta totale su tutti i fronti valoriali.

Non solo da allora le persone si sono man mano convinte che queste leggi siano state una conquista sociale, ma si è anche affermata l’idea che questi siano “diritti” necessari all’uomo.

Tutto questo è frutto di una martellante propaganda che ci assilla costantemente e che quotidianamente ci imprime la convinzione che tali “diritti” siano prioritari ed irrinunciabili.

Seguendo lo stesso tragico esempio si sta facendo velocemente strada la convinzione radicale in merito alle leggi riguardo il fine vita, e le numerose firme raccolte dagli attivisti pro-eutanasia lasciano intendere che siamo ad un passo dal dover assistere al passaggio di queste leggi mortifere.

Tutto é relativo, come dicevamo e constatiamo, e negli stessi partiti politici c’è chi la pensa in un modo e chi invece è convinto dell’esatto contrario.

Purtroppo la confusione è totale ed in questo pantano chi ci sguazza sono sempre coloro che hanno interessi neanche troppo velati.

Ma questo potrebbe essere marginale se vi fosse una vera e propria forza di opposizione.

Invece assistiamo ad una timida comparsata, una querelle politica non convincente, dove qualcuno alza la voce qua e là, ma quando si tratta di rispondere agli ordini di scuderia, sono tutti pronti a correre ai propri posti.

Un po’ come quando la maestra alza la voce e tutti gli scolaretti corrono ai loro posti nei banchi, seduti e composti.

Provate a pensare alla tanto discussa frase di fine luglio del Presidente del Consiglio Mario Draghi relativa ai vaccini: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire. Sostanzialmente è così: non ti vaccini, ti ammali e muori. Oppure: non ti vaccini, contagi, lui o lei muore”.

Dopo questa affermazione, sulla quale si potrebbe discutere all’infinito, sono corsi tutti a farsi la dose del siero magico, anche coloro che sostenevano la libertà vaccinale.

Da allora abbiamo assistito ad una escalation sugli obblighi e le coercizioni da Green Pass.
A nulla sino ad ora sono servite le manifestazioni e le voci dissenzienti.
La biglia sul piano inclinato non si riesce più a fermare.

In tutto questo la politica di opposizione è totalmente assente. Oramai siamo governati da un regime sanitario, e guai a dissentire…

Censura e propaganda del mainstream ci stanno conducendo ad un punto critico e la gente si autoconvince dell’ obbligatorietà anche dove non é prevista.

Ora vengono richiesti questi lasciapassare verdi dalle società sportive alle scuole, oltre ai locali ed ai luoghi pubblici, ed ogni giorno le restrizioni imposte da un ricatto morale imperante diventano sempre più restrittive.

Ma la vera domanda che ci poniamo è: se oggi dovessimo andare al voto, ci sarebbe un partito coeso in grado di opporsi a questa deriva totalitaria?

In questa nebbia totale viviamo in un tempo di incertezze, create ad arte.

Come sempre, rivolgiamo lo sguardo in alto per mantenere la rotta.


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