Un prete con il sorriso che ha vissuto secondo il cuore di Cristo fino al martirio


ASCIUGAVA LE LACRIME CON MITEZZA“, IL LIBRO SULLA VITA DI DON ROBERTO MALGESINI (1970-2020) 

Di Angelica La Rosa

Il 15 settembre 2020 don Roberto Malgesini, 51 anni, venne ucciso a Como da una delle moltissime persone cui forniva aiuto ogni giorno.

La sua morte attirò l’attenzione dell’opinione pubblica ed è stata ricordata con intensa partecipazione dallo stesso Papa Francesco.

In “Asciugava le lacrime con mitezza – La vita di don Roberto Malgesini” (Edizioni San Paolo 2021, pp. 144, euro 14) Eugenio Arcidiacono ricostruisce il percorso di un sacerdote umile e concreto che ha offerto le sue risorse, le sue intuizioni e il suo sorriso perché tutti i dimenticati e scartati dalla società potessero trovare accoglienza, ascolto e aiuto.

L’autore del libro ha intervistato i famigliari, gli amici, i confratelli e i fedeli, tra i quali molti volontari che oggi stanno continuando l’opera del loro “don”. Passi che consolano, accanto a una figura riservata e solida: un prete con il sorriso che ha vissuto secondo il cuore di Cristo e si è guadagnato la riconoscenza di tutta la città in cui ha operato.

«Si è molto parlato di don Roberto. Giornali, televisioni, gente comune hanno raccontato la sua storia. Una storia fatta di amore, semplicità, sorrisi, autenticità fuori dall’ordinario. Ma chi era davvero? Molti lo identificano come il prete dei migranti. La definizione è senz’altro riduttiva. Lui era il prete degli ultimi, degli invisibili, degli emarginati. Era padre, fratello, amico di coloro che nessuno voleva vedere, né tantomeno aiutare. Era il prete di tutti, senza alcuna distinzione. Don Roberto era la luce che contrastava il buio della notte più nera. Don Roberto era la seconda possibilità di chi ormai le aveva perse tutte. Don Roberto era una scommessa di riscatto. Nelle notti passate in trincea al pronto soccorso e sul territorio era anche la nostra luce, un punto di riferimento, spalla su cui contare, sempre. A chi teme che il suo operato vada perso, rispondiamo con l’immagine dell’agricoltore sapiente. Siamo convinti che i suoi semi non vadano dispersi e che genereranno frutti speciali. E se davvero don Roberto ci ha insegnato qualcosa, questo qualcosa è non odiare. Lui vorrebbe così», hanno scritto di don Roberto gli infermieri e i medici della provincia di Como.


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