Certificato verde per l’accesso a scuola: si comincia violando la normativa

Certificato verde per l’accesso a scuola: si comincia violando la normativa

SCUOLA E GREEN PASS: SI PARTE MALE

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A cura di Daniele Trabucco

Presso un Istituto Comprensivo l’anno scolastico 2021/2022 si è aperto chiudendo le porte alla legalità.

Al controllo del certificato verde Covid-19, richiesto per l’accesso a scuola, è stato delegato un collaboratore scolastico in violazione della normativa vigente secondo la quale, per delegare le proprie funzioni, il dirigente scolastico, coadiuvato dal DSGA, deve avvalersi di soggetti da lui previamente individuati.

Ad aggravare il mancato rispetto delle norme vigenti, il collaboratore scolastico preposto ha candidamente ammesso di non essere stato debitamente formato all’esercizio di tale funzione e di aver ricevuto l’incarico a voce senza delega formale in violazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore del 17 giugno 2021.

Alla legittima richiesta di visionare l’atto, il collaboratore ha ricordato di aver ricevuto solo una mail, aggiungendo che, forse, si trattava della delega scritta.

La vicepreside lì presente ha fermamente osteggiato i docenti dal contattare il dirigente scolastico, ma davanti alla loro intenzione di far intervenire le Forze dell’Ordine è rientrata a stampare la delega del collaboratore che non era ancora stata firmata per accettazione, nè protocollata dalla segreteria.

Di fatto dunque, il collaboratore stava espletando funzioni di controllore senza che l’atto con cui era stato investito avesse alcun valore effettivo.

Come se non bastasse, registrava i dati in ingresso del personale sottoposto a controllo, apponendo anche un orario di presa di servizio non corrispondente a quello di arrivo a scuola, mentre, invece, avrebbe dovuto solo scansionare il QR code senza registrare nè conservare alcun dato.

Questo accadeva lunedì 6 settembre.
L’evento verificatosi il giorno seguente, la mattina del 7 settembre, è stato ancor più deplorevole ed inqualificabile: una docente in possesso di valido certificato verde è stata spinta violentemente fuori dal portone perché aveva chiesto che i suoi dati non venissero registrati, chiedendo, quindi, che insieme agli obblighi di legge venissero rispettati i diritti.

L’atto inqualificabile ha incontrato la connivente complicità della vicepreside che ha intimato alla collega di tornare al suo domicilio, ribadendo che l’accesso a scuola le era negato e invitando a tornare a casa un’intera classe di alunni lì presenti per il PON estivo, causando così un’interruzione di servizio non giustificata, poiché la collega aveva un valido certificato verde come richiesto. Ciò si è verificato sotto gli sguardi indifferenti di docenti e collaboratori.

Una docente chiamata in soccorso, fra quelle oggetto di abuso d’ufficio il giorno precedente, sopraggiunta a scuola, ha allertato i Carabinieri che, arrivati in loco, hanno redatto verbale dell’accaduto nonostante il triumvirato formato da DS, DSGA e vicepreside, perseverasse nell’atteggiamento di intimidazione e di mobbing, dando della “bugiarda” alla docente e cercando di ritrattare quanto avvenuto.

I membri di SOS Libertà, Scuola libera e Scuola in presenza, hanno denunciato tali atti che mettono in risalto il climax di incostituzionalità imperante ed hanno espresso piena solidarietà alle docenti vittime di tali soprusi, auspicando che il DS voglia provvedere a regolarizzare tale situazione secondo normativa vigente e procedere disciplinarmente avverso il collaboratore scolastico che ha così agito senza finora essere stato minimamente redarguito, ma anzi spalleggiato.

 

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