I santi fra storia dell’arte e fede: san Matteo apostolo ed evangelista


UN “MEDAGLIONE” SUL SANTO DEL GIORNO PER RISANARE – ALMENO VISIVAMENTE – LA FRATTURA ESISTENTE NELLA MODERNITÀ TRA FEDE E ARTE

Di Redazione

Un “riflesso” del santo del giorno tratto dalla storia dell’arte:

Michelangelo Merisi da Caravaggio: San Matteo e l’angelo ovvero L’ispirazione di San Matteo (1614, Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma).

 

Preghiere dal Breviarum Romanum:

Matthæi, apostoli et evangelistæ, festum

 

Dagli scritti e discorsi di Benedetto XVI:

«La tradizione della Chiesa antica è concorde nell’attribuire a Matteo la paternità del primo Vangelo. Ciò avviene già a partire da Papia, Vescovo di Gerapoli in Frigia attorno all’anno 130. Egli scrive: “Matteo raccolse le parole (del Signore) in lingua ebraica, e ciascuno le interpretò come poteva” (in Eusebio di Cesarea, Hist. eccl. III,39,16). Lo storico Eusebio aggiunge questa notizia: “Matteo, che dapprima aveva predicato tra gli ebrei, quando decise di andare anche presso altri popoli scrisse nella sua lingua materna il Vangelo da lui annunciato; così cercò di sostituire con lo scritto, presso coloro dai quali si separava, quello che essi perdevano con la sua partenza” (ibid., III, 24,6). Non abbiamo più il Vangelo scritto da Matteo in ebraico o in aramaico, ma nel Vangelo greco che abbiamo continuiamo a udire ancora, in qualche modo, la voce persuasiva del pubblicano Matteo che, diventato Apostolo, seguita ad annunciarci la salvatrice misericordia di Dio e ascoltiamo questo messaggio di san Matteo, meditiamolo sempre di nuovo per imparare anche noi ad alzarci e a seguire Gesù con decisione».

Fonte: Udienza Generale – Aula Paolo VI (Roma), 30 agosto 2006.


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